Il turismo climate-sensitive è un modello di attività turistica che reagisce e si modula rispetto agli effetti concreti del cambiamento climatico e trasforma il modo di organizzare le vacanze. Questo schema è in crescente aumento. Oltre il 65–70% delle persone sceglie dove e quando andare in vacanza valutando il clima, il caldo e le temperature estreme: questo è quanto sostiene la (ex) Agenzia Nazionale del Turismo (oggi enit.it società per azioni).

Nei prossimi anni, favorire il turismo climate sensitive in Toscana non sarà più solo una scelta “green”, ma una condizione per restare competitivi come destinazioni d’arte. Le ondate di calore sempre più intense e prolungate stanno già cambiando il modo in cui i visitatori vivono le città storiche: si cercano ombra, acqua, spazi freschi e percorsi che permettano di scoprire il patrimonio senza dover affrontare ore sotto il sole a picco. Chi saprà offrire comfort climatico integrato alla cultura avrà un vantaggio chiaro nella scelta delle mete estive. Il turismo si giocherà dunque progressivamente sulla sensibilità del territorio ospitante alle nuove necessità. Il messaggio è chiaro: il clima sta diventando un fattore di scelta per i turisti, e le città che integrano comfort termico, spazi verdi e infrastrutture leggere di raffrescamento saranno percepite come più ospitali e moderne.
Cosa stanno già facendo le città d’arte in Europa
Diverse città europee stanno trasformando l’adattamento climatico in un elemento centrale dell’offerta turistica. Il progetto “Cool Noons”, finanziato dall’UE, lavora proprio su questo: creare “Cool Paths”, percorsi urbani che collegano zone più fresche, ombreggiate e confortevoli. A Lisbona, Marsiglia, Imola, Dubrovnik, Budva … si sperimentano alberature, fontane, superfici chiare che riflettono il calore, punti di sosta ombreggiati e mappature digitali dei percorsi più freschi.
Siena città da dotare di rifugi climatici superficiali e sotterranei
Siena può declinare questa logica in modo originale, facendo leva su due risorse specifiche: il sistema di spazi verdi e superfici pubbliche (rifugi climatici “superficiali”) e il ricco patrimonio ipogeo all’interno del Santa Maria della Scala, della Fortezza e tutta la serie di cantine, cunicoli, magazzini ecc. (rifugi climatici “sotterranei”) già esaminati nel nostro precedente articolo. Sarebbe anche il modo per dare finalmente concretezza e visibilità alla certificazione GSTC (Global Sustainable Tourism Council) finora rimasta soltanto sulla carta.
Una vera rete strategica: rifugi climatici e collegamenti freschi (“cool paths”) senesi
La linea di intervento è la qualificazione integrata di percorsi ed aree di sosta/visita/lavoro: un sistema di rifugi climatici superficiali (aree verdi) e sotterranei collegati tra loro da percorsi dotati di punti acqua, alberature e nebulizzazione (nelle ore più calde e nelle zone di maggiore afflusso) alimentata da acque a basso impatto ambientale. Questi elementi non devono essere percepiti come “arredi estivi temporanei”, ma come parti di un nuovo disegno urbano che renda Siena più vivibile d’estate e più attrattiva verso un turismo sensibile al clima; una più corretta percezione può essere coadiuvata tramite una narrazione (pannelli e QR code) che spieghi la provenienza dell’acqua (piovana trattata o bottini sotterranei), il suo uso consapevole ed il collegamento con la storia dei bottini e delle fonti senesi.
I volumi ipogei come laboratori degli antichi mestieri senesi
Un ulteriore salto di qualità potrebbe venire dall’uso degli spazi sotterranei non solo come attrazione, ma come luoghi di produzione culturale e artigianale. Siena ha una tradizione straordinaria di antichi mestieri che potrebbero trovare nei volumi ipogei una collocazione coerente con la storia della città e con le esigenze climatiche. Immaginiamo quindi una offerta turistica arricchita da scuole-botteghe: attività laboratoriali di scultura, restauro, pittura su tavola, ricamo, legatoria, ceramica, come possibili esperienze aperte al pubblico ed ospitate in riscoperti volumi sotterranei. Il sottosuolo non sarebbe più solo un elemento di curiosità storica ma assumerebbe il ruolo di distretto creativo diffuso a temperatura controllata, dove si potrebbe produrre cultura materiale e raccontare l’identità senese in modo esperienziale. Un prodotto ormai ben conosciuto ed apprezzato (le varie città sotterranee), ma declinato in modo assolutamente originale e diverso dagli altri.

Più pernottamenti, meno turismo mordi e fuggi
Un’offerta di questo tipo dovrebbe avere un effetto diretto sulla durata della permanenza: se Siena è percepita come una città dove si sta bene anche d’estate, dove ci sono percorsi freschi, soste climatizzate e attività culturali anche nelle ore più calde, il visitatore potrebbe essere incentivato ad un soggiorno più lungo.
Immaginiamo alcuni meccanismi semplici che possono rafforzare questo effetto:
- Proposte “Estate Fresca a Siena”: biglietti integrati per musei, percorsi ipogei, laboratori artigianali e soste climatiche, venduti singolarmente o insieme a convenzioni con strutture ricettive
- Eventi serali e notturni: concerti, letture, visite guidate al chiaro di luna potenziando iniziative già di successo come Vivi Fortezza e Scoperte, che spostano parte della fruizione turistica nelle ore più fresche e invitano a pernottare
- Comunicazione mirata: campagne che posizionano Siena come “città del fresco culturale”, con mappe dei “cool paths”, orari consigliati e suggerimenti su come vivere la città in estate senza soffrire il caldo.
- Mobilità gratuita per chi pernotta
Ecco un incentivo concreto: un ultimo tassello, già sperimentato con successo in diverse città europee, è l’aggancio tra pernottamento e mobilità gratuita. Abbiamo già parlato di mobilità intelligente in un nostro precedente articolo, siamo certi che sarebbe un’ulteriore leva operativa. La ricetta non è nuova. In Svizzera, ad esempio, Ginevra e Berna offrono ai turisti che pernottano una card per i trasporti pubblici gratuita per tutta la durata del soggiorno. Siena potrebbe introdurre un meccanismo simile; l’offerta combinata di rifugi climatici superficiali e sotterranei, attività esperienziali e mobilità gratuita per gli ospiti renderebbero Siena più semplice da vivere (magari con una app o una webapp dove trovare le informazioni utili, aggiornate in tempo reale), più economica da esplorare e più competitiva rispetto ad altre mete locali e non. Tanto più che il potenziale aumento di pernottamenti genererebbe un relativo innalzamento del gettito dalla tassa di soggiorno (al momento pari a circa 1.8 milioni di euro l’anno) che potrebbe essere riversato come contributo alla mobilità stessa.

Una visione per i prossimi anni
La riqualificazione urbana orientata al turismo climate sensitive è già un argomento radicato in molte realtà europee. Per Siena, integrare le varie strategie di mitigazione, i laboratori di antichi mestieri nei volumi ipogei, l’offerta di iniziative nelle ore serali e notturne e la mobilità gratuita per chi pernotta significherebbe trasformare una sfida climatica in un’opportunità di posizionamento. Il risultato atteso è una città nella quale le condizioni di comfort estivo sono migliori, si valorizza in maniera innovativa uno dei patrimoni idrici sotterranei più particolari del mondo, si trattengono i visitatori più a lungo, si rafforza l’immagine di destinazione culturale, sostenibile ed attenta al benessere (anche) climatico.
In un contesto europeo in cui il comfort climatico sta diventando un criterio di scelta delle vacanze, questa potrebbe essere la leva per scrivere il prossimo capitolo della storia turistica della città.
Inserire in questo progetto i rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale. Per quello di Camollia c’ e’ un bando aperto dall’agenzia del demanio per assegnarlo a enti del terzo settore. Ma a mia coscenza ce ne sono diversi altri: quello all’angolo tra viale sardegna e via simone martimi, qiello di salicotto, quello di fortezza, quello sotto piazza matteotti, quello di vis stalloreggi alle due porte. Forse ce ne sono altri che non conosco.
Indubbiamente corretto, condividiamo la valorizzazione di questi volumi.
Avevamo scritto un po’ più nel dettaglio sui rifugi climatici, compresi i rifugi antiaerei, in questo articolo https://www.ideeincomunesiena.it/2026/09/10/rifugiarsi-dal-caldo-si-puo-ecco-qualche-idea/