Una delle scene esilaranti della bollentissima estate in via di esaurimento si poteva “godere” (mal comune mezzo gaudio!) all’ingresso dei supermercati: gli sguardi sofferenti e persi di chi arrivava dal torrido ambiente esterno si trasformavano, nel tempo di pochi passi, in volti rilassati e compiaciuti appena in contatto con la salvifica aria condizionata.

Ebbene non c’è spiegazione più immediata ed intuitiva per descrivere un rifugio climatico, ovvero uno
spazio pubblico o privato ad accesso libero e gratuito dove trovare ristoro e protezione durante le ondate di calore estremo.
Possono essere spazi chiusi come biblioteche, centri culturali o centri commerciali, ma anche spazi aperti come parchi urbani ed aree verdi purché dotati di elevata ombreggiatura (maggiore del 40%, come abbiamo già scritto qui
https://www.ideeincomunesiena.it/2026/08/25/soluzioni-semplici-a-problemi-complessi-e-labbocco-per-gli-allocchi-progetto-si-vi-c-3-puntata/ )
magari arricchiti con impianti di raffrescamento tramite punti di nebulizzazione come abbiamo descritto qui
https://www.ideeincomunesiena.it/2026/09/05/acqua-acqua-soluzioni-dal-mondo-progetto- si-vi-c-4a-puntata/ .
A Siena una grande quantità di rifugi climatici “naturali” si trova all’interno delle grandi strutture, magari nei piani interrati: pensiamo al Santa Maria della Scala, alla parte sotterranea dei bastioni della Fortezza, ai Magazzini del Sale, ai rifugi della II guerra mondiale, a tutte le numerosissime strutture interrate dentro o a ridosso del centro storico più o meno note, più o meno valorizzate. Contrade, musei, scantinati… tutti quei volumi sotterranei di cui Siena è ricchissima rappresentano, dal punto di vista dei rifugi climatici, un patrimonio che, a nostro avviso, andrebbe mappato, studiato, valorizzato. Si dovrebbe avviare un processo di reale comprensione del patrimonio esistente su cui appoggiare una programmazione di recupero, valorizzazione ed utilizzo.
Senza dimenticare il patrimonio “superficiale”. Siena ha molte aree verdi dentro al centro storico (le abbiamo ricordate in questo articolo
https://www.ideeincomunesiena.it/2026/08/07/il-calore-una-questione-di-superficie-e-altre- considerazioni-puntata‑2/ )
molte delle quali, pur avendo le caratteristiche per essere utilizzate anche come rifugi climatici, non sono liberamente accessibili. Un patrimonio così importante, per estensione e collocazione, merita una riflessione e qualche domanda: vogliamo valorizzare queste aree come rifugi climatici? Vogliamo inserirle all’interno di un percorso di programmazione urbanistica? Siamo tutti disposti a mettere a vantaggio della comunità intera il patrimonio esistente?
E poi, sia a ridosso del centro storico che nelle periferie, esistono molte aree verdi che potrebbero essere adeguatamente riqualificate e valorizzate, con gli stessi parametri: accessibilità, massimizzazione dell’ombreggiatura, punti di nebulizzazione magari attivabili con sensoristica intelligente (ad esempio, con i nebulizzatori che si attivano solo quando rilevano presenza umana e la temperatura supera i 30°C, per non sprecare acqua).
Ma c’è uno spazio in particolare che ci ha interessato particolarmente.
Si tratta della la zona verde collocata tra viale Sclavo-Stazione ferroviaria a nord e viale Cavour-viale Vittorio Emanuele II a sud che ha una superficie dell’ordine dei 10 ettari ed una forma allungata racchiusa tra i punti gialli riportati nell’immagine

ed è riferibile al vecchio percorso ferroviario di Siena che ospitava i binari che conducevano alla stazione posta all’inizio di viale Mazzini (chi fosse interessato trova in allegato un articolo della Fondazione Musei Senesi sulla vecchia stazione). La proprietà, attraversata da passaggio Doccino, è verosimilmente riconducibile – in gran parte — alle Ferrovie dello Stato, ma non ne sappiamo molto di più. Nel complesso appare come un’area male organizzata, con vegetazione spontanea (“un macchiaio”, per capirci), con qualche orticello e nel complesso con scarsa valorizzazione.
L’area, ricca di vegetazione anche d’alto fusto, è esposta verso nord (vedi immagine, foto aerea da nord)
ed ha una caratteristica importantissima ai nostri fini: ospita nella sua profondità una enorme quantità d’acqua.
Perché dunque non recuperare questa vasta superficie trasformandola in un rifugio climatico accessibile a tutti? Noi lo immaginiamo organizzato in un’alternanza tra spazi a fruizione comune e spazi assegnati a rotazione dove singoli cittadini possano realizzare orti urbani e piccolo giardinaggio, una rete di vialetti ben articolata che colleghi pedonalmente (ed all’ombra) viale Sclavo, il centro commerciale Porta Siena, viale Mazzini, viale Cavour, la risalita verso l’Antiporto e porta Camollia, il tutto adeguatamente sfruttato grazie alla presenza di acqua.

E qui si può sbizzarrire la fantasia, anche attingendo ad esperienze già presenti sul territorio come quella del Boschetto di San Miniato. In sintesi, uno spazio pubblico, un orto urbano, una zona di transito, un enorme rifugio climatico che valorizza un’area attualmente non utilizzata. Tutti conoscono questi luoghi? Ci sono altre idee su come potrebbe essere trasformata? Scrivetecelo nei commenti. Anche questa è partecipazione !
* * * * * *
Sul rifugio climatico occorre aggiungere qualche utile notizia. Introdotto da tempo in Europa e in Italia si sta affermando progressivamente. Bologna è stata la prima città italiana a mappare i propri rifugi climatici (vedi link nelle fonti).
Anche Firenze ha lavorato in questa direzione. “In città possiamo trovare ben 53 rifugi climatici: luoghi di ristoro che siano freschi, con accesso all’acqua e con possibilità di ripararsi dal caldo…” si legge sul loro sito (vedi fonti) dotato anch’esso di una mappa interattiva. A Napoli la mappatura dei rifugi climatici è stata effettuata da un’associazione privata, su ispirazione del progetto bolognese (vedi link). Esempi virtuosi vengono dall’estero, ad esempio l’attivissima città di Barcellona ha così dichiarato l’emergenza climatica dal 2020:
This is not a drill! On 15 January 2020, the city of Barcelona declared a climate emergency and accelerated a series of changes involving all players in the city. The irrefutable scientific evidence and the effects of the global climate crisis that we are already suffering have caused us to act in an urgent and forceful manner. There’s still time. It’s now or never. (Non è un’esercitazione! Il 15 gennaio 2020, la città di Barcellona ha dichiarato l’emergenza climatica e ha accelerato una serie di cambiamenti che coinvolgono tutti gli attori della città. Le inconfutabili prove scientifiche e gli effetti della crisi climatica globale che stiamo già subendo ci hanno spinti ad agire in modo urgente e deciso. C’è ancora tempo. È ora o mai più)
Queste parole sono un vero richiamo all’azione, sviluppato in un documento che affronta parimenti la lotta al cambiamento climatico ed il lavoro necessario per mitigarne gli effetti. Il loro piano per il clima “definisce un pacchetto di oltre 240 misure per raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005 e di conseguire la neutralità carbonica entro il 2050, oltre a ulteriori obiettivi per il 2030 in materia di adattamento e resilienza, giustizia climatica e azione dei cittadini”. Un vero piano di cambiamento integrato del modello urbano è il modo serio di affrontare il problema come dovere sociale e non come sfida tecnica: mappare e sviluppare rifugi climatici è un passo decisivo per dimostrare che Siena non è solo pietra e storia, ma una comunità viva che protegge il proprio futuro sfruttando l’oro ambientale che possiede – verde, acqua, volumi ipogei – e investendo in questi spazi come gesto di cura verso i propri cittadini.
FONTI
Vecchia stazione di Siena
La vecchia stazione di Siena e la barriera di San Lorenzo
La vecchia stazione di Siena e la barriera di San Lorenzo
Mappatura rifugi climatici di Bologna
https://sitmappe.comune.bologna.it/RifugiClimatici/#
Comune di Firenze – rifugi climatici
https://ambiente.comune.fi.it/pagina/piano-del-verde-e-degli-spazi-aperti/rifugi-climatici
Città di Napoli – rifugi climatici
https://maps.nicoladeinnocentis.it/rifugiclimatici/
Città di Barcellona – dichiarazione di emergenza climatica
https://www.barcelona.cat/barcelona-pel-clima/en/barcelona-climate-energency-declaration
Città di Barcellona — mappatura rifugi climatici
https://www.barcelona.cat/barcelona-pel-clima/ca/accions-concretes/xarxa-de-refugis-climatics