Rieccoci! la Commissione avrebbe fatto una cosa almeno singolare. Per dirlo si rimanda in toto all’articolo di oggi sul Fatto Quotidiano a firma Marco Grasso.

La denuncia del legale di Vilanova Correa: “Il consulente del Parlamento a colloquio con l’inganno. Senza difesa, non c’è verbale”.
Prima di diventare avvocato, Roberto Nesticò è un ex carabiniere e ha guidato il nucleo investigativo di Siena: “Una persona ristretta ha dei diritti, compreso quello di essere assistito da un legale. In quell’annotazione giudiziaria si parla di spontanee dichiarazioni, di cui però non è stato rilasciato un verbale, né a me, né al mio assistito. Ho sottoposto all’autorità giudiziaria la valutazione sulla possibile commissione di illeciti. A mio giudizio quell’atto così com’è è illegittimo e inutilizzabile. Sono molto perplesso dalle modalità con cui si è mossa la commissione parlamentare in quel frangente”.
L’annotazione di polizia giudiziaria che riporta le dichiarazioni di Vilanova Correa è uno dei due documenti sulla base dei quali lunedì, in modo clamoroso, la commissione parlamentare d’inchiesta guidata dal deputato di FdI Gianluca Vinci ha annunciato la svolta sul caso Rossi: il manager sarebbe stato ucciso al termine di un’intimidazione finita male, ordinata dall’ex presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari, ed eseguita da due membri di una squadra di calcio fiorentino, coordinata da un noto “calciante”, Gabriele Ceccherini, che sarebbe rimasto nel vicolo. Dell’altro supertestimone, l’imprenditore calabrese anch’esso detenuto Saverio Giampà, la commissione omette di citare un precedente importante: una condanna per calunnia, per aver accusato un innocente di un omicidio, allo scopo di accreditarsi come collaboratore. Anche Vilanova Correa ha una condanna definitiva per calunnia: nel 2023 è stato condannato in via definitiva a 3 anni e 2 mesi per aver accusato l’ex comandante del carcere in cui era detenuto di portare droga in prigione.
Non è dato sapere, al momento, chi sarebbe entrato abusivamente nel carcere di Spoleto, elemento che l’esposto chiede ai pm di verificare. L’unico elemento certo è che l’annotazione su Vilanova Correa, ritenuta importante perché “convergente” con le dichiarazioni di Giampà, porta la firma del colonnello del Ris Adolfo Gregori. Nell’esposto viene inoltre citato un secondo tentativo di incontro fra la commissione parlamentare e Vilanova Correa, con le medesime modalità: “Il mio assistito – dice Nesticò – riferisce che a fine luglio si sarebbero di nuovo presentate delle persone in carcere, qualificandosi ancora una volta come parenti. Dopo la prima esperienza, ha telefonato alla sorella, unico parente che lo va a trovare, e quando ha capito che non era lei, non si è presentato al colloquio”.
Nesticò a quel punto chiede chiarimenti ufficiali alla commissione, in una comunicazione scritta dell’11 agosto, in cui chiede l’accesso agli atti che riguardano il suo cliente. Riceve risposta il 17 settembre: accesso negato. Quanto alle modalità, la commissione chiarisce che l’incontro sarebbe stato “informale” e “finalizzato a valutare l’utilità di una eventuale audizione in commissione”. “Ma soprattutto, se la valutazione circa l’utilità di una sua eventuale audizione era ancora da fare – conclude Nesticò – mi chiedo come sia stato possibile redigere quell’annotazione e divulgarla alla stampa, senza audire formalmente il mio assistito”.