La FMPS, Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha avviato il progetto “UNO SGUARDO GIOVANE” (1) , promosso con l’impresa sociale Generazione T e in condivisione con Università di Siena, Università per Stranieri di Siena e assessorato alle politiche Giovanili del Comune di Siena. In questo contesto è nato il CONSIGLIO DEI GIOVANI (2), “uno spazio di confronto e di PARTECIPAZIONE che vede protagoniste e protagonisti le giovani e i giovani del territorio”.
Così, il 9 aprile si è tenuta nella splendida cornice del Palazzo del Capitano la presentazione del Consiglio dei Giovani di Siena con tavola rotonda e musica live

La Redazione di Idee in comune Siena ha seguito l’iniziativa e propone una lettura riflessiva partendo dal considerare che, nei dibattiti pubblici, c’è un momento in cui bisognerebbe avere il coraggio di fare un passo di lato. Non per mancanza di cose da dire, ma per eccesso di parole già dette.
A nostro avviso l’iniziativa del Consiglio dei Giovani di Siena ha avuto questo merito raro: ricordarci che, quando si parla di giovani, il problema principale non è cosa pensano loro, ma quanto poco vengono ascoltati. Il titolo della serata — “Siena e i suoi giovani: ha senso restare?” — è una domanda che ritorna ciclicamente, spesso trattata come un esercizio tecnico o come una versione aggiornata della solita “fuga dei cervelli”.
Eppure, fin dai primi interventi, emerge un punto che merita di essere preso sul serio: “non abbiamo dati solidi su quanti giovani vadano via davvero”, “manca una base informativa strutturata”. È un’affermazione che suona convincente, ma fino a un certo punto. Perché non è vero che i dati non esistono. Siena produce conoscenza — tra università, ricerche, progetti locali — ma quella conoscenza resta spesso ai margini. Il problema non è la scarsità di dati, è la loro debole capacità di incidere sulle scelte. E questo è un problema politico, non tecnico.
In questo senso, il contributo di CoDesign Toscana (3) ci è sembrato uno dei più solidi della serata. La loro proposta di una Scuola della Permanenza

prova a fare esattamente quello che manca: tenere insieme aspettative dei giovani, opportunità del territorio e costruzione di politiche. Quando si dice che “il futuro non è solo una variabile economica, ma una costruzione culturale e immaginativa”, si introduce uno spostamento importante. La domanda allora diventa inevitabile: se questo lavoro esiste, perché resta ai margini? Dove finiscono queste ricerche? E soprattutto: perché non entrano davvero nei processi decisionali, anche quando sono commissionate o sostenute dal Pubblico?
Interessante anche il panel (4) degli Alumni Unisi (5); le traiettorie raccontate sono solide, ma l’orizzonte che emerge sembra alquanto circoscritto: scienze della vita, biotech, distretto vaccini. È un pezzo importante dell’economia locale, certo. E il resto? La cultura, il lavoro sociale, l’innovazione urbana, i servizi, le economie ibride? Se il messaggio implicito è che, per restare, bisogna rientrare in quel perimetro, allora il problema non è solo chi parte. È chi non trova spazio già prima.
La tavola rotonda, poi

fornisce un quadro piuttosto netto. L’assessora Micaela Papi insiste sulle opportunità esistenti e sulla necessità di comunicarle meglio. È una posizione comprensibile, ma che sposta il problema: non si tratta solo di comunicare meglio ciò che c’è, ma di interrogarsi su quanto ciò che c’è sia davvero significativo per chi dovrebbe restare.
Rossana Salluce, segretaria del PD cittadino, richiama il tema della responsabilità collettiva e della necessità di rendere Siena più attrattiva. Un passaggio corretto, ma ancora generale. L’impressione è che l’opposizione abbia chiaro il problema, ma debba ancora costruire strumenti e proposte all’altezza.
Lorenza Bondi, consigliere di Forza Italia, ritorna sul terreno noto: i ritardi del passato, le scelte che oggi si pagano. È un argomento legittimo? Questa amministrazione (e questa destra) governa da otto anni e continuare a spiegare il presente con il passato ormai nemmeno prossimo fornisce l’alibi per l’immobilismo o per la mancanza di idee. La sensazione è quella di una destra povera di visione.
E poi c’è il passaggio forse meno convincente della serata. La consigliera comunale di Siena Sostenibile, Monica Casciaro, legge un testo chiaramente costruito, probabilmente mediato da un dispositivo di intelligenza artificiale poco coerente in un incontro dedicato all’ascolto dei giovani. Non è un dettaglio tecnico, sembra un segnale politico: quando le voci che dovrebbero portare uno sguardo generazionale arrivano filtrate, standardizzate, non situate, il rischio è quello di una partecipazione solo formalmente ammessa, ma incapace di produrre risultati.
E poi, a un certo punto, succede qualcosa. Finiscono gli interventi, partono gli strumenti, il cortile del Palazzo del Capitano si riempie. Giovani, musica dal vivo, energia. Un rock che parla da solo. Forse è lì che tutto si chiarisce. Non nei discorsi, ma nello spazio che si attiva. Non nelle analisi, ma nella possibilità concreta di esserci.
“Servono spazi, non solo parole”, si è detto. Ed è difficile non essere d’accordo: il concerto ha restituito in pochi minuti una piattaforma reale in luogo di una rappresentazione.
Forse la conclusione è semplice: la destra amministra senza idee nuove, senza visione. L’opposizione comincia ad essere presente, ma ancora poco efficace. La ricerca c’è, ma non incide. I giovani ci sono, ma non decidono. Forse è da qui che bisogna ripartire. Non da un’altra analisi, ma da una scelta: costruire condizioni reali, continuative, aperte. Piattaforme, non eventi. Presenza comunitaria, non narrazione.
Note:
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(1) https://www.fondazionemps.it/progetti/uno-sguardo-giovane-consiglio-dei-giovani/
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(2) Fanno attualmente parte del Consiglio dei Giovani: Arianna Burroni, Fabio Stefanelli, Francesca Burelli, Gabriele Castelli, Ginevra Nastasi, Giulia Manganelli, Gregorio Taravella, Guido Gualtieri, Laila Abd El Gawed, Linda Krzikalla, Emilio Petraglia, Marta Ciotti, Matias Nestore, Niccolò Betti, Riccardo Ferretti, Samuele Aprea
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(3) CoDesign Toscana è un’associazione che aspira a diffondere il design come pratica e metodologia per facilitare la transizione dalla partecipazione alla co-progettazione https://codesigntoscana.org/chi-siamo/.
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(4) Panel, ampiamente usato in italiano, indica un gruppo di esperti, un campione rappresentativo (statistica) o un pannello di controllo. È sinonimo di tavola rotonda, commissione, comitato, campione. Esempi d’uso includono la giuria in un processo, esperti in un convegno, o consumatori in un sondaggio continuo (da AI)
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(5) https://www.alumni.unisi.it