Una nostra lettrice residente in zona Acquacalda (nomen omen?), interessata dal nostro articolo sul progetto Si.Vi.C., Siena Vivibilità Climatica, ha pensato subito al Parco Ochino, e ci ha scritto:
“…dopo aver tolto 36 pini sostituiti con sterpi che si sono già seccati, il parco non è più utilizzabile, perché senza ombra e con l’asfalto nuovo nuovo che emana un calore incredibile … perfettamente in linea con quanto andrebbe fatto”.

Cara lettrice, grazie della segnalazione, si tratta di un chiaro esempio di intervento a casaccio, al massimo destinato a confermare, a cura del Comune, che il quartiere Acquacalda deve essere tale di nome e di fatto. Piena solidarietà.
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Sembra incredibile, ma c’è chi riesce a fare anche peggio. A Roma — lo racconta Art Tribune — succede questo:
“Piazza dei Cinquecento trasformata in un catino d’asfalto bollente, insorgono gli architetti autori del progetto di rigenerazione urbana e ambientale del sito. Quattro anni dopo l’aggiudicazione dell’appalto di lavori in seguito alla conclusione delle procedure del concorso internazionale per la riqualificazione di Piazza dei Cinquecento e del nodo Termini, l’importante intervento urbanistico in corso nel cuore della capitale avrebbe disatteso in modo evidente i vincoli delineati nel progetto sottraendoli di fatto anche alla supervisione da parte della direzione artistica del cantiere.”

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“verso la fine della settimana rinfresca…!!!” “… ma ormai so’ quindici giorni che dicono la stessa cosa !!?!?!”
Ecco uno scambio virtuale al quale, nella realtà, ognuno di noi ha assistito più volte negli ultimi giorni. Al momento possiamo pensare a tre ipotesi:
- la prima è banale, “non son più boni a prevedere”… e così potrebbe continuare la ricorrente conversazione. Sarà vero? Siamo più propensi a pensare alla seconda ipotesi
- l’incertezza delle previsioni suggerisce la strada della cautela: l’annuncio di 2–3 settimane di caldo straordinario ulteriore è sicuramente mal digerito da una cittadinanza stressata da condizioni alquanto gravose (e dai turisti). Meglio filtrare la “verità meteorologica” un pochino per volta
- l’ultima ipotesi è quella che più ci preoccupa. La meteorologia di basa su modelli fisico-statistici: quando accade questo … poi accade quest’altro. Strutture collaudate, storicizzate, attendibili. Ma i modelli stanno cominciando a non funzionare più, il che significa che il giocattolo meteorologico sta cominciando a mutare le sue azioni e reazioni ovvero ci siamo spostando verso condizioni di equilibrio diverse dalle precedenti. E che, al momento, non conosciamo.!
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Sull’argomento — aveva fatto appena in tempo a tuffarsi nell’Elsa, che Piero Pii ha dovuto vietare la balneazione! — non poteva mancare il governatore Giani che, nientemeno auspica una fruttuosa alleanza (sic) col comparto vivaistico

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Avete presente da piccini quando si spingeva qualcuno sull’altalena e poi, per distrazione o altro, quel qualcuno ci tornava addosso? Più si spingeva in alto, più grossa si prendeva la botta. E’ una piccola metafora per far capire come funzionano alcuni sistemi, compreso quello che fa interagire l’atmosfera con la superficie ed i mari: più energia accumula, più ne restituisce (non sappiamo come, ma questa cosa dell’energia trattenuta ci ha rinviato a questa manona minacciosa…)

Ma lasciamo stare. Dobbiamo dirlo quanta ne abbiamo accumulata, sotto forma di calore, in queste settimane? E quando questa energia verrà scaricata, come la spinta data dall’altalena e restituita in botta, cosa ci aspettiamo? Fuori dai denti, è lecito aspettarci manifestazioni meteorologiche intense ed impreviste (i modelli cominciano a funzionare meno, come scritto sopra) con conseguenze senz’altro problematiche. Saremo smentiti? Speriamo. Intanto, seppure in questo incolpevole, la nostra sindaca viene ormai indicata comunemente come Nuvoletta Fabio.
Ma nessuno si domanda quanto vale il legnane ricavato dall’abbattimento degli alberi? E che con le procedure di gara messe in atto il valore se lo cucca tutto la ditta appaltatrice? E che la stessa dovra’ essere riconiscente al funzionario o all’amminiatratore che gli ha affidato l’appalto, dichiarando magari pericolanti alberi sanissimi?
Grazie dell’interessante commento.
A nostro avviso dovrebbe essere prima di tutto compito dei consiglieri comunali quello di controllare le determine dirigenziali (o se del caso le delibere) cui i consiglieri dovrebbero avere facile accesso. Noi siamo cittadini come lei, gentile lettore, e, come lei, possiamo verificare determine e delibere con laboriosi accessi agli atti. Siamo volontari e non a tempo pieno. Magari, se a lei risultano altri elementi concreti o notizie sui rapporti tra uffici comunali e ditte appaltatrici potrebbe fornirli. Sarebbe comunque auspicabile una sua diretta partecipazione alle nostre attività di monitoraggio. La nostra comunità è aperta, non servono tessere, né moduli, né contributi: basta chiedere l’iscrizione alla chat whatsapp dichiarando di condividere il nostro statuto che può leggere nella sezione “chi siamo”.
La Redazione
Il legno di pino marittimo abbattuto ha un valore commerciale piuttosto basso, in generale non è un granché neppure da ardere ma certamente un margine esiste. Semmai segnalerei che, nella retorica istituzionale che accompagnava la politica di “rigenerazione” e cura del verde, veniva esplicitato anche l’intento virtuoso di favorire occupazione locale. Per curiosità andai a confrontare la provenienza della ditta selezionata per il parco Ochino. In fondo a certe operazioni sarebbe anche interessante calcolare le ricadute sull’occupazione locale.
A proposito di ditte che vincono gli appalti del verde, che ne diresti se nei bandi ci fose scritto che i lavori debbono essere diretti da un dipendente con il titolo di agronomo? Sotto casa mia succede che potano ogni anno un leccio tenendolo all’altezza di un cespuglio, stessa cosa per un mandorlo che cosi a gennaio non fiorira’ mai, ad una forsizia e ad un melograno, che andra’ bene se sepravviveranno a queste esecuzioni capitali. Spendere qualxhe euro in piu’ per avere ditte con personale qualificato, magari giovani diplomati dell’Istituto Agrario sarebbe tanto dodicevole?
Sono anni che lo dico. Nel 2017 ho insegnato all’agrario. Esperienza meravigliosa. Una tale ricchezza, una scuola perfettamente coerente che n il territorio e stiamo qui a domandarci perché i giovani se ne vanno.
La città ha saputo investire davvero sul proprio capitale umano? Ho visto certe capitozzature che gridano vendetta.
Il pino marittimo ha poche applicazioni, oramai ristrette ad una: cippato per uso energetico. Comunque rimane il fatto che un singolo pino pesa parecchi quintali ed ha un valore non nullo.
Sull’utilizzo di imprese locali dotate di personale qualificato (perito agrario, agronomo o quant’altro) mi sembra un principio non solo valido ma da estendere anche ad altri settori. Ma si sa, da quando la pubblica amministrazione deve guardare al risparmio, sono discorsi troppo complessi.