Abbiamo detto quasi tutto nel titolo. Ora ci dobbiamo spiegare. E, siccome non siamo propriamente un’organizzazione giovanile, diamo la parola a Norma e Brunero, incarnazioni della società civile, parchi consumatori che, parlando molto coi nipoti, provano, non senza difficoltà, ad avviarli ad una visione intergenerazionale

- Brunero: vieni Norma ti offro un aperitivo.
- Norma: ma non l’hai mai fatto, che ti prende?
- Brunero: voglio festeggiare una cosa.
- Norma: ho capito. Le dimissioni Del Mastro, Gasparri, Bartolozzi e Santanché — tutte insieme a questo modo — ti hanno dato alla testa.
- Brunero: un po’ anche per questo, ma, in verità, vorrei celebrare la ricorrenza biennale del nuovo statuto di Idee in comune, Comunità Monitorante.
- Norma: vabbè, uno statuto è uno statuto, che avrebbe di speciale?
- Brunero: se ti siedi e sorseggi l’analcolico te lo racconto…
E così Brunero tira fuori una paginetta stampata e comincia ad esporre come se fosse tornato nell’aula del Liceo dove ha trascorso la vita.

Vedi, amica mia, le finalità generali sono semplici, Idee in comune si ispira ai
… principi fondamentali … della COSTITUZIONE della Repubblica Italiana, alle finalità delle associazioni antimafia, alla cultura della legalità con particolare attenzione alla trasparenza integrale della pubblica amministrazione e alla partecipazione nella prospettiva della ricostituzione, attraverso la pratica del monitoraggio civico, del PATTO DI FIDUCIA – da tempo tradito — che deve legare cittadini e loro rappresentanti in quanto rivolto in via esclusiva al pubblico interesse e al perseguimento del bene comune. (Statuto 1/1)
- Norma: mi piace. Infatti, quando arriva un articolo, me lo leggo volentieri. Dunque, come ci si associa? Immagino che si debba fare domanda, il Direttivo la valuta e vede se il richiedente ha i titoli, poi delibera l’ammissione previo pagamento della quota annuale, il Presidente rappresenta l’associazione, il Tesoriere tiene i conti e i registri. L’assemblea ordinaria, composta dai soci che hanno sottoscritto la quota si riunisce almeno una volta all’anno, ascolta la relazione sull’attività svolta, approva il bilancio… Le solite cose. Così fan tutti …
- Brunero: E, invece no… Idee in comune sperimenta da due anni un metodo diverso che viene dall’aspirazione a realizzare il più alto grado possibile di democrazia interna eliminando ogni procedura burocratica tradizionale.
- Norma: ne parli come se fosse l’ UTOPIA di Tommaso Moro !
- Brunero (ride): Non esageriamo. Di certo chiunque approvi lo statuto e il codice etico, pubblicati nel Blog e sempre a portata di mano, e fornisca il suo numero di cellulare può entrare nell’associazione col suo inserimento nella chat whatsapp ufficiale che sostituisce il classico libro dei soci. In tal modo contribuisce a svolgere
attività di monitoraggio delle attività delle pubbliche amministrazioni al fine di tutelare i beni comuni della trasparenza e della partecipazionepromuovendo ogni iniziativa in sede amministrativa ed eventualmente giurisdizionale a difesa degli interessi diffusi comunque attinenti, connessi o collegati alla trasparenza integrale e al contrasto alla maladiministration, alle attività clientelari, ai conflitti di interesse. (Statuto 1/2)
Norma riflette. “E se uno si vuole dimettere?” Brunero le racconta che, proprio in questi ultimi tempi e per la prima volta, un associato e componente della Redazione del Blog e poi un altro a seguire, se ne sono andati senza dimissioni o cerimonie formali semplicemente abbandonando la chat perché lo statuto prevede espressamente questa possibilità: si è soci solo se si partecipa alla chat whatsapp. Norma si incuriosisce: “avranno spiegato i motivi ...” e Brunero: “non l’hanno fatto, sono usciti e basta, anche perché i motivi erano noti: i due associati, sostenitori del SI’ alla riforma della separazione delle carriere, si sono resi conto che la maggioranza degli aderenti a Idee in Comune era per il NO e hanno preferito allontanarsi. Più semplice di così! ”
- Norma: effettivamente non si può dire che associarsi o andarsene sia complicato. Ma spiegami una cosa: come potete lavorare senza quote associative, cioè senza soldi? chi paga le spese?
- Brunero: il fatto è che non ci sono spese rilevanti. Niente sedi, niente noleggi di sale perché le assemblee si fanno con Jitsi meeting, niente carta … i costi reali sono pochi spiccioli all’anno. Assurdo ripartirle tra i quarantuno aderenti attuali.
- Norma: e funziona?
- Brunero: sembra di si; siamo nati nel 2018, ora abbiamo passato due anni dal nuovo statuto semplificato e la formula si è dimostrata adeguata alle finalità. Anche il Collegio dei Garanti, di cinque persone, incaricato di vigilare sul comportamento degli associati e sul rispetto delle norme statutarie e del codice etico assumendo la cura della composizione dei conflitti, non ha dovuto lavorare se non una volta quando si trattava di valutare se fosse coerente con lo statuto l’iscrizione a partiti politici senza ricoprire incarichi interni o istituzionali.
- Norma: dunque è consentito a tutti la possibilità di essere semplici aderenti a partiti politici?
- Brunero: si, in ossequio al principio costituzionale dell’art. 49 che sancisce il diritto dei cittadini di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale…
- Norma: ma Idee in comune non teme la possibilità che arrivino truppe cammellate, o infiltrati, oppure che si organizzino le famigerate correnti interne?
- Brunero: per ora non è mai successo. Intanto devi dichiarare di aderire a tutti i principi della Costituzione. Poi, non solo non abbiamo nulla da nascondere e amiamo la trasparenza integrale, ma consideriamo le differenze culturali e di visione del mondo come una ricchezza, ci interessa il dibattito plurale, vogliamo essere tolleranti e accoglienti e ci occupiamo di monitoraggio civico delle pubbliche amministrazioni. Noi lanciamo la nostra idea di partecipazione democratica e siamo soddisfatti del poco che riusciamo a fare come comuni cittadini.
Norma alza il bicchiere, ha gli occhi lucidi e gli scappa un PROSIT a voce spiegata.
Interessante.
Grazie.
La Redazione
Umile, ma preziosa e indispensabile, l’attività di monitoraggio.
Grazie mi associo