Come si legge in un commento sull’articolo di ieri 6 marzo 2026 dal titolo Pòra Sienina nostra, il grande tiglio che si ergeva nella piazza — ora da noi denominata — di San Domenico all’Alberino, sarebbe stato pericoloso, come accertato personalmente dal lettore.
Facciamo un passo indietro: da decenni si celebra la Festa degli alberi con gli scolari che mettono a dimora le pianticelle …

Eppure, a giudicare da alcuni comportamenti odierni, sembra che, più che celebrare la Festa degli alberi, resista la tradizione contadina di “fare la festa agli alberi” (quelli che non producono). Così, per esempio il Comune di Siena continua a praticare il capitozzamento generalizzato (nonostante che sia vietato per legge, ma ne parleremo appresso).
Torniamo invece alla pericolosità. Quando un albero è pericoloso? Su questo argomento troviamo questi dati:
Un albero è pericoloso quando mostra segni di instabilità strutturale, malattie o danni che ne aumentano il rischio di caduta o cedimento di rami. Segnali chiave includono cavità, crepe nel tronco, funghi alla base, radici danneggiate, inclinazioni improvvise o rami secchi di grandi dimensioni.
si identifica il patogeno, si rimuovono i rami secchi o infetti si applica mastice sulle ferite, si fanno trattamenti contro i funghi, si migliora il drenaggio e si applicano nutrienti del suolo per favorire il recupero …

Curare costa? Certo, ma costa anche l’abbattimento e la messa a dimora di una nuova pianta (e costa anche l’alberino striminzito che il Comune ha messo nella grande aiuola). Valeva la pena di spendere? Sì, decisamente perché non puoi buttare 1.600.000 per il capodanno e fare il taccagno per un luogo simbolo dove arrivano centinaia di migliaia di visitatori ogni anno. Quanto ci costa la perdita d’immagine?
Ma torniamo alla VTA, cioè alla perizia da fare prima di arrivare all’abbattimento. Il Comune l’ha fatta? In caso affermativo il Comune DEVE farla conoscere senza che i cittadini siano costretti a fare un accesso agli atti per aspettare trenta giorni per una risposta che non sempre arriva. E’ una questione di civiltà (e anche di cultura) .
Infine, già che siamo in argomento, una nota contro la CAPITOZZATURA — ovvero il taglio drastico delle branche principali o della cima degli alberi — che è vietata a Roma e invece usuale da noi.

Quanto ci vorrà perché il Comune di Siena si accorga che questa tecnica, essendo dannosa per la salute della pianta e per la sicurezza pubblica in quanto provoca lo stress dell’albero, lo rende instabile e vulnerabile a malattie e parassiti, era già illegale sulla base dell’interpretazione art. 842 codice civile e dei principi della legge n. 10 del 2013 ed è oggi vietata espressamente dai Criteri ambientali minimi (CAM) di cui al Decreto 10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente?
Facciamo domande al nostro Comune, che non ci risponde. Male. Noi non molliamo.
AREA CIVICA consigliere comunale Fabio Pacciani, ci ricorda di avere presentato due interrogazioni sul tema. La prima nel 2024 su potature e capitozzature in seguito alla quale si è stabilita una collaborazione del Comune con Italia Nostra che ha portato alla stesura del Regolamento del verde (poi disatteso). La seconda, alla fine del 2025, in merito alla manutenzione straordinaria del verde pubblico che era in corso in Piazza D’Armi e all’Acqua Calda. Il problema è che, anche se ora c’è un buon regolamento del verde urbano, non lo applicano come dovrebbero e questo Area Civica lo ha denunciato chiaramente nella seconda interrogazione.
Queste circostanze rendono ancora più grave il comportamento del Comune che non applica i suoi stessi regolamenti. Ci sembra un comportamento gravissimo.