Il TG2 ha fatto un servizio sulla candidatura di Colle di Val d’Elsa al titolo di Capitale italiana della cultura per il 2028.
Vale la pena di ascoltare con attenzione
perché c’è una frase terribile che ci riguarda, secondo cui Colle di Val d’Elsa si trova (sic)
“sulle rotte turistiche di Volterra e S. Gimignano”.
E Siena?
A Siena si tagliano, dopo quarant’anni i pini sani responsabili di creare gobbe nelle strade e si abbattono anche tigli come quello di San Domenico. Lo denuncia Stella Soldani, guida turistica, che scrive su facebook
“Gli alberi maestosi com’era il Grande Tiglio di San Domenico non si uccidono ma si curano”
e documenta con foto la situazione preesistente

e quella attuale

che potrebbe spingere qualcuno a cambiare il nome della Basilica in “San Domenico all’Alberino”.
Effettivamente l’albero tagliato era pericoloso come ho constatato di persona ma la sostituzione è ridicola perché a differenza di prima che faceva ombra e intorno si sedevano molte persone visto che non esistono panchine in tutta Siena, ora l’ ombra non esiste, e dire che tanti vivai vedi quello di Alberese vendono piante ed alberi già formati.
Sul tema della “pericolosità” proposto da Giovanni sembra opportuno qualche approfondimento che merita, per la sua rilevanza, un articolo a parte da mettere in evidenza. Grazie comunque per avere sollevato questo aspetto.