Il titolo di questo articolo è quello della Gazzetta di Siena di ieri 31 dicembre. Invece la parentesi è nostra; qualcuno la potrebbe giudicare superflua essendo abbastanza scontato che il Comune ci rappresenta tutti, anzi è tutto nostro e, quando l’assessore Pagni sgancia tutti questi soldi, lo fa in nome e per conto di noi tutti e non solo degli elettori del suo partito.

I social cantano inni di lode alla Sindaca e di ringraziamento all’ideatore Vincenzo Bucciarelli; qualcuno lo vorrebbe sindaco nel 2028. Sarebbe contenta Valeria Marini, che — con o senza red tarpet — viene spesso a deliziarci nonostante il noto isolamento infrastrutturale.

Poi ci sono gli usuali attacchi ai “criticoni”, tra i quali mettono anche coloro che si permet-tono di tentare valutazioni articolate, dati alla mano.
In questa nefasta categoria, altrimenti detta dei “rosiconi”, si distingue stavolta la Gazzetta di Siena, che ringraziamo per averci tolto un bel po’ di lavoro pubblicando un articolo che comodamente possiamo riportare per esteso.
“Siena si avvia verso la chiusura del 2025 con uno sfarzo senza precedenti per la città: se per il capodanno 2024/25 la spesa stimata ammontava a circa 210.000 euro, e per le altre iniziative natalizie dello stesso anno i costi erano gestiti separatamente e spesso supportati da sponsorizzazioni esterne, quest’anno le spese da capogiro appaiono quanto mai ingiustificate. Dalla delibera della Giunta riunitasi il 21 novembre infatti emerge un budget di circa 1,6 milioni di euro per gli eventi festivi, con 370.000 euro destinati alle iniziative natalizie e una spesa stimata di 690.779 euro per Capodanno. Il sindaco Fabio ha difeso e giustificato l’investimento parlando di un progetto di valorizzazione urbana e promozione territoriale anche se l’opposizione non è d’accordo e definisce la spesa sproporzionata”

“L’obiettivo, nelle intenzioni della Giunta, è quello di trasformare Siena in una meta natalizia al pari delle grandi capitali europee. Ma il rischio, sollevato dalle associazioni e dai movimenti come Siena Sostenibile, è che questo “modello grandi eventi” sia una bolla destinata a svanire all’alba del primo gennaio, senza lasciare investimenti duraturi sul territorio.”
Ora — diciamo anche noi timidamente — che questi eventi si esauriscano nel momento e non provochino effetti duraturi sembra piuttosto probabile. Continua la Gazzetta di Siena:
“Che i soldi prelevati dalle casse comunali siano spropositati rispetto alle dimensioni della città non è solo opinione dell’opposizione comunale ma semplice buon senso statistico: se infatti si dà un occhio ai costi stimati per gli eventi natalizi delle grandi metropoli italiane si possono osservare dei costi simili a quelli di una realtà decisamente più modesta che è Siena. Basti notare come il Comune di Torino abbia stimato un budget che varia tra i 500.000 e i 700.000 euro per il concerto in Piazza Castello, mentre per la città di Milano la spesa complessiva stimata per il palinsesto di eventi si aggira intorno al milione di euro”.
Ed ecco il finale:
“Se le grandi metropoli spendono cifre simili a Siena ma per platee infinitamente più vaste, la città del Palio sceglie la via del “all-in” turistico. Se questa strategia porterà benefici reali o se resterà solo un costoso ricordo di una notte in piazza, sarà il bilancio del 2026 a dirlo. Per ora, resta l’amaro in bocca di chi si chiede se, con un milione di euro, non si potesse incantare la città in modo più duraturo e meno rumoroso”.
Che, poi, siccome il verbo “incantare” non significa solo “ammaliare” o “stregare” in senso buono, ma anche — dizionario alla mano — “privare qualcuno della coscienza o della volontà”, non sarà mica che sia già cominciata la campagna elettorale?
Speriamo di no perché, se tanto ci dà tanto, si rischia di tornare — con altri attori ma con comportamenti similari — alla megalomania e all’orgogliosa tracotanza che fece crollare l’opulenza della città una quindicina di anni fa e che ha consentito alla destra di sgovernare più o meno male dal 2018.
Riporto qui sotto, anche per buon augurio, una poesia di Rodari che rende bene l’idea anche per la Nostra Città.
Siena è in declino e già da prima di queste due amministrazioni di destra che altro non stanno facendo se non quello di lisciare il pelo , per poter durare e darsi un tono, a tutti i peggiori vizi di Siena. Una Siena che avrebbe bisogno di una scossa forte di innovazione e cambiamento. Cambiamento che non si intravede né nelle linee di costruzione della ragnatela del potere e del sottopotere della attuale Giura diretta da fuori, sia nel fronte avverso in totale confusione politica, culturale, e tutt’ora malato di narcisismo e velleità personalistiche.
Pertanto in questa stagione senza energia giovanile , che sta abbandonando da anni la nostra città, resta il dominio di tutto ciò che è vecchio e anziano: con i relativi difetti. Mentre la Città continua ad invecchiare e perdere terreno un po’ su tutti i fronti, avremo pertanto altri capodanni populisti, costosi e tante iniziative effimere: patine di cerone e fondotinta sulle grinze sempre più profonde della città.
Che sarà come la sua gente la farà.
L’anno nuovo
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno. (Gianni Rodari)
Parole sante. Forse da aggiornare con le novità: guerre, massacri, riarmi, aspiranti fascisti al potere, agguati (anche) alla democrazia formale e ai diritti…
Mi piacerebbe sapere a consuntivo come è stato speso il milione e seicentomila euro di tutti i senesi.
Chi ne ha beneficiato materialmente? e quale migliorie ci lascia?
Io ho assistito al concerto in piazza del 31. La mia etå non mi permette di apprezzare tanto l’artista “Irama” ma i giovani sembravano gradirlo molto.
Il Palco era enorme ma sopra c’era solo la bellissima presentatrice, Irama, una vocalist e un percussionista. Questo per dire che le musiche non erano dal vivo ma registrate. Si è risparmiato sui musicisti ma non nel prezzo.
I Comuni, per la verità, applicando le regole sulla trasparenza della pubblica amministrazione, dovrebbero pubblicare nei loro siti i dati a consuntivo in modo da dare la possibilità a chiunque di conoscere gli esiti delle iniziative intraprese, ma, purtroppo, non solo i dati vengono spesso omessi in tutto o in parte oppure vengono infilati in posti dove si fa fatica a trovarli, ma le amministrazioni comunali sono diventate espertissime nel trovare pretesti per non pubblicare, per esempio accampando sempre la giustificazione della tutela della privacy anche quando non si tratta di dati sensibili.
Idee in comune ha fatto esperienze tra l’esilarante e il drammatico anche nel caso di richieste di accesso agli atti.
Invece la cosa è più facile per i giornalisti e, naturalmente per i consiglieri comunali: i primi non sono sempre — diciamo — vigili e attivi; quanto ai consiglieri comunali confidiamo che quelli di opposizione, che hanno espresso posizioni critiche, vorranno esaminare esiti ed effetti dell’ingente “investimento”. Contiamo di tornarci sopra.
La Redazione
L’argomento è interessante per tanti e fonte, come purtroppo molti temi trattati in questo triste periodo storico, di contrapposizione faziosa (nemmeno più ideologica di cui ci scopriamo inaspettatamenre nostagici). Concertone sì, concertone no; costi troppo elevati oppure investimenti per l’immagine della città; numeri record per grandi capacità organizzative dell’amministrazione comunale oppure numeri coerenti con una giornata senza pioggia ed un’iniziativa gratuita con un bravo/famoso cantante (purtroppo la qualità del suono per una parte del concerto non è stata di buon livello ed ha portato il cantante anche ad evidenti stonature)?
Il fatto è che tutti hanno un’opinione e la vogliono esprimere, preferibilmente nei social (anch’io in questo momento!), molto spesso però senza esercitare un’analisi critica, con deficit di conoscenza e informazione che sono alla base di una qualunque idea consapevole, quindi utile alla collettività.
Sembra che si preferisca il tifo, la pancia, la volgarità delle parole, la semplificazione e la conseguente mistificazione dei fatti.
È sempre la stessa storia da decenni, concordo in pieno con il contenuto del commento precedente di Roberto Beligni, e c’è sempre il fascino della propaganda da parte del potere di turno per preservare e incrementare se stesso.
Come sempre i cittadini consapevoli, che provano ad esserlo, non stanno bene in mano ad alcun potere; molto meglio per tutti avere degli abitanti ammaliati che cittadini consapevoli.
Come di consueto i giornali cittadini perseguono, spesso, interessi di parte e gruppetti vari, non necessariamente legati a partiti.
Come d’abitudine, nonostante il cambiamento di colore al governo della città e nonostante il declino palpabile che necessiterebbe di un approccio innovativo ed inclusivo, non abbiamo ancora intravisto all’orizzonte alcun nuovo e taumaturgico metodo di governo. Sempre tutto chiuso nelle segrete stanze, nei circoli ristretti, senza pensare che l’apertura agli altri, anche a chi dissente, è bellezza, è gioia e favorisce la libera circolazione di idee e la liberazione di energia positiva, di cui abbiamo tanto bisogno … vabbè, proviamo almeno ad augurarcelo, potremmo provare con la visualizzazione creativa!🦋🐞
Nulla da aggiungere se non sottolineare la nota positiva: il dissenso come gioia, come bellezza in se e liberazione di energia positiva.
La Redazione