“Un pensiero vivo che evolve, si adatta, si interroga”.
Così Elisa Tiezzi , oggi docente universitaria,

affronta temi di attualità nel ricordo vivo degli insegnamenti del padre e avverte subito che
non basta ricordare: occorre metabolizzare, interiorizzare ciò che ha lasciato… Respiro nel bene e nel male sostenibilità dalla culla: non come slogan, ma come postura mentale e lente critica. Per questo non posso accettare che la transizione ecologica venga piegata a logiche di marketing territoriale, né che l’equilibrio tra natura, comunità e futuro venga sacrificato per progetti che parlano più la lingua della rendita che quella della cura.
Con questa premessa Elisa critica, sulla propria pagina facebook, le parole di Nicoletta Fabio sul presunto “mancato rispetto” che gli altri Comuni della provincia le avrebbero riservato:
Evocare la funzione di capoluogo per giustificare un ruolo decisionale prevalente su un’area che insiste su un altro territorio comunale è un’affermazione che merita una riflessione seria. Il fatto di essere capoluogo non conferisce poteri speciali né priorità automatica nei processi di pianificazione. Le relazioni tra enti locali si fondano sul principio di collaborazione, non su gerarchie implicite. Pretendere centralità decisionale in virtù del proprio status amministrativo è una logica superata. Continuare a sostenerla oggi non è solo improprio: è semplicemente insostenibile.
Ancor più sorprendente, continua Elisa Tiezzi,
è l’affermazione secondo cui Siena sarebbe “ricordata solo quando c’è da spendere”, e trattata invece come gli altri solo quando si tratta di beneficiare di iniziative. Credo che nessuna norma imponga a Siena obblighi finanziari superiori per il solo fatto di essere capoluogo: gli oneri pubblici sono ripartiti secondo criteri oggettivi — popolazione, servizi erogati, funzioni esercitate. In assenza di elementi verificabili, simili dichiarazioni appaiono come rivendicazioni politiche infondate, più utili ad alimentare contrapposizioni che a costruire soluzioni.
Nel ricordo vivo del padre

non possono mancare attente considerazioni sul progetto di “rilancio” dell’Aeroporto di Ampugnano presentato con tanto di conferenza stampa in Comune alla presenza dell’on.le Michelotti di cui si è tanto parlato in questi giorni. Qui

… parlare di turismo sostenibile in riferimento a voli giornalieri con aerotaxi da 9 posti è semplicemente improprio. Si tratta di una forma di trasporto altamente emissiva, economicamente elitaria e ambientalmente impattante, che nulla ha a che vedere con l’accessibilità, la lentezza e la distribuzione sul territorio che sono i principi cardine del turismo sostenibile. In un contesto in cui le priorità del territorio riguardano l’efficienza ferroviaria, la qualità della viabilità, il riequilibrio tra centro e periferia, investire ingenti risorse pubbliche su un’infrastruttura con impatto così marginale solleva molti interrogativi legittimi.
Quanto al grande impianto fotovoltaico

previsto a corredo dell’intervento, continua Elisa Tiezzi,
… viene da pensare che, se l’intenzione fosse davvero quella di produrre energia rinnovabile a beneficio del territorio, non ci sarebbe alcun bisogno di legarlo a una riattivazione aeroportuale tanto fragile sul piano numerico quanto discutibile su quello ambientale. Il dubbio, più che fondato, è che la funzione aeroportuale serva solo da alibi per rendere accettabile, più veloce e politicamente meno esposta l’autorizzazione di un impianto energetico che altrimenti, in zona agricola e paesaggisticamente sensibile, incontrerebbe ostacoli ben maggiori.La sostenibilità non è un’etichetta da applicare: è un criterio di coerenza e responsabilità, anche istituzionale.
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Sul punto degli impianti fotovoltaici arrivano parole chiare da Alessandro Vigni, presidente della Comunità energetica SIENAENERGIE
…l’impressione è che le idee di rilancio dell’aeroporto e la ristrutturazione dell’ex Idit (l’uno e l’altra con annessi impianti fotovoltaici; n.d.r.) siano fumo negli occhi per realizzare investimenti speculativi non diversi da quelli che stanno tentando i grossi operatori del settore energetico al fine di mantenere il controllo sulla filiera della produzione elettrica . La democrazia energetica a cui stanno lavorando le CER sulla base della Direttiva Comunitaria, è tutta un’altra cosa. Produrre e condividere l’energia su scala locale è l’obiettivo primario che si deve perseguire. E da Isola d’Arbia si potrebbe fornire energia da condividere solo alla parte sud del comune di Siena, mentre Ampugnano è addirittura in una cabina diversa, con la quale il Comune di Siena non c’entra nulla.Quindi, per favore, facciamo attenzione a non confondere fischi per fiaschi.
Mi è piaciuta l’anslisi di Elisa Tiezzi, nel contenuto e nella forma.
Aggiungo solo che, a fronte di un presunto mancato rispetto dei comuni della provincia nei confronti del comune capoluogo, c’è stata una evidente mancanza di rispetto del comune di Siena nei confronti del comune di Sovicille in occasione della presentazione del progetto sull ‘aeroporto di Ampugnano
Chi pretende rispetto lo dia