Ebbene sì, lo gridiamo forte, le aggressioni, i bombardamenti, le deportazioni, gli spari gratuiti alle folle degli affamati, le minacce di guerre nucleari dalla Russia al Medio oriente ci indignano ogni ora del giorno e, alla fine, ci ammutoliscono. Cosa volete che siano, di fronte a queste tragedie, che so, le ipocrisie incrociate Ferretti- Mazzarelli… oppure il rilancio dell’aeroporto di Ampugnano!
Eppure bisogna farsi forza e reagire, qui e subito, e non mollare. Cominciamo dall’affaire Mazzarelli, che ci sembra il più semplice e rinviamo sulle uscite scaramelliane.
Siccome siamo seguaci del principio di legalità premettiamo e sottolineiamo che lo Statuto prevede
| Art. 15 — Gruppi Consiliari |
| 1. I Gruppi consiliari, costituiti dai Consiglieri comunali, si riuniscono entro venti giorni dalla comunicazione della proclamazione degli eletti, per l’elezione del capogruppo. I singoli Gruppi entro il giorno successivo alla 1° riunione del Consiglio Comunale devono comunicare per iscritto al Presidente il nome del capogruppo. Con la stessa procedura dovranno essere segnalate al Presidente le eventuali variazioni. |
I cinque consiglieri PD (inizialmente quattro) elessero nel 2023 Giulia Mazzarelli. Dopo due anni i quattro componenti, unanimi, hanno deciso di sostituirla con Anna Ferretti, senza dire perché. Poi trapela che Mazzarelli non rispetta le decisioni del gruppo e porta avanti le indicazioni della sua corrente, di cui è capo di nuovo attivissimo (dopo l’assoluzione) Franco Ceccuzzi. Su questa cosa abbiamo scritto in chiaro. Ceccuzzi pensa di avere diritto al risarcimento e di ritornare a fare il sindaco nel 2028. Siccome nel PD non lo vogliono, lui cerca di riorganizzare il vecchio groviglio armonioso (lo abbiamo già scritto e lo ripetiamo).
Sono affari interni al PD? C’è chi dice di no, sono problemi della città e sono favori a chi stracomanda oggi malamente.
Costoro, ovviamente, hanno subito inneggiato al fatto che Il PD “litiga”, nell’opposizione non piddina si accetta di parlare di “vecchie logiche”, si stigmatizza che si sia preferito sostituire una giovane con un’anziana (abbiamo tanta paura dei vecchi anagraficamente da preferire i giovani a prescindere da competenze, esperienze e persino dalle linee politiche; pensiamo al “giovane” Campanini); inoltre si sostiene che si è fatto un grosso favore alla destra e si lamenta il silenzio della segreteria dell’Unione comunale PD.
Qualcuno si prova a segnalare che la questione non è di competenza del partito, ma del gruppo consiliare che ha diritto di decidere in piena autonomia dal momento che il capogruppo deve godere della massima fiducia dei consiglieri e che sarebbe grave se il partito interferisse autoritariamente nelle decisioni. Altri pensano che il ruolo del capogruppo sia anche un ruolo tecnico e che le “vecchie logiche” che certamente sussistono, non siano esattamente queste o, comunque, non siano solo queste. Se le cose stanno come sopra le abbiamo delineate bisogna dire che è un gran bene che il PD ci “litighi” sopra.
Comunque ogni gruppo consiliare deve poter scegliere il capogruppo e cambiarlo se necessario perché ha diritto di lavorare serenamente: poi si vedranno i risultati.
Invece sono arrivati i commenti di Anna Ferretti e di Giulia Mazzarelli.

Dice (grossomodo) Ferretti che l’avvicendamento:
è dovuto ad un percorso di normale cambiamento … è segno di vitalità e di volontà di perseguire con nuovo vigore l’obiettivo …: lavorare ad un alternativa al governo della destra in città… il gruppo Pd nella seconda parte del mandato vuole dare corpo ad una azione di opposizione che delinei un progetto di futuro della città …
Poi, nel solco della migliore tradizione dorotea, Anna Ferretti non ha mancato di ringraziare (sic) Giulia Mazzarelli
per il servizio di capogruppo svolto con tanto impegno, certi che questo momento di cambiamento porterà tutti noi ad essere ancora più determinati nel lavoro da fare .…
Infine il pensierino per la destra
il Pd è e resterà, mi auguro, un partito plurale dove non ci sono problemi ad evidenziare le diversità di approccio ai temi … fondamentale è l’unità di intenti che ci unisce e ci motiva. Se gli altri partiti non discutono e non fanno trasparire le loro differenze interne è perché c’è un capo e gli altri sono solo “soldatini” pronti ad obbedire.
In concreto Ferretti nasconde i motivi e nega l’evidenza, ringraziando.

Replica Mazzarelli
Come è possibile sostituirmi come capogruppo, senza che io mi sia mai dimessa? (o bella! sarebbe inamovibile? ndr) … non ho mai ricevuto una sfiducia ufficiale né motivazioni scritte … il ruolo di capogruppo è il secondo per importanza dopo quello della segretaria comunale, quindi ogni decisione va presa all’interno del partito … È valida e condivisibile una decisione che in una stanza prendono quattro consiglieri (cioè tutti lei esclusa; n.d.r.) senza che di questo sia stato discusso nelle sedi assembleari di partito…?” (addirittura sedi assembleari? ndr)
Mah, forse, se tenesse conto della norma statutaria che abbiamo riportato sopra, lei stessa farebbe cadere le domande che interessano soltanto i suoi rapporti col partito democratico e nulla hanno a che fare con l’aspetto istituzionale. Senso dello stato, dove sei?
Poi, alla fine, chiarisce:
“Le guerre interne logorano la nostra immagine e ci rendono deboli di fronte alla destra…”
La spiegazione di Anna Ferretti non ci piace punto, perché non entra nel merito, non spiega perché i quattro consiglieri hanno ritirato la fiducia alla capogruppo e non manca di venature d’ipocrisia. La risposta di Giulia Mazzarelli ci piace ancor meno (ma il dibattito, si spera, è aperto) perché ammette palesemente di contrasti e dissidi tra capogruppo e consiglieri, mentre tutti sanno che la Mazzarelli è della corrente ceccuziana, che Ceccuzzi ha precisi intenti di riproporsi nell’agone cittadino dopo l’assoluzione dei fatti del pastificio Amato e ha forti contrasti con la nuova direzione comunale.
Ora, se in tale marasma c’è una cosa sicura e indiscutibile, è che nessun gruppo consiliare può lavorare serenamente con un/una capogruppo in assenza di una integrale consonanza e condivisione di vedute con i suoi componenti, figuriamoci se può farlo in presenza di forti contrasti.
E, dunque, in conclusione? Vecchi arnesi si ripropongono … La palla passa alla nuova dirigenza e sarà il livello qualitativo delle politiche e delle concrete azioni perseguite la cartina di tornasole per capire se si può aprire una fase nuova con la forte presenza e partecipazione delle organizzazioni progressiste, della società civile e dei singoli cittadini.
Grazie per il chiarimento. Ora si capiscono le dinamiche di questa polemica. Fondamentale sarà la condivisione con le forze civiche progressiste. Speriamo che sia chiaro a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della città.