Ci abbiamo girato attorno, a volte lo abbiamo accennato, è il momento di dirlo chiaramente: il modello di città ad alta vivibilità climatica passa dal recupero degli spazi destinati ai veicoli privati a favore dell’incremento del verde urbano. Non si tratta solo di una questione estetica o ambientale, ma di un vero e proprio cambio di paradigma urbano che passa attraverso una mobilità intelligente, gratuita e condivisa.
Partiamo dalla voce “d’obbligo”: il trasporto pubblico locale.
Che a Siena negli ultimi anni sia peggiorato è sotto gli occhi di tutti gli utenti: ritardi, corse saltate, aumento dei costi sono le critiche più gettonate. Noi vorremmo una inversione della tendenza che segua un percorso di potenziamento dell’offerta ed una gratuità progressiva. Trasformare il servizio aumentando frequenza e capillarità favorirebbe tutti a partire da alcune categorie più sensibili come giovanissimi, anziani e pendolari; questi ultimi potrebbero godere di una riduzione sostanziosa fino alla gratuità, beneficio da estendere progressivamente a tutta la popolazione residente. A supporto di chi entra ed esce dalla città diventa obbligatorio potenziare le piattaforme di scambio tra bus, treno, bike sharing (il già operativo Si-Pedala), tutte voci da integrare nella maniera più opportuna.
Il trasporto pubblico gratuito funziona ed è sufficiente guardare all’Europa per imparare da chi ha già osato.

Città come Tallinn (Estonia), Montpellier (Francia) e Lussemburgo (intero stato) hanno dimostrato che la gratuità del trasporto pubblico non è un’utopia, ma una leva potente per disincentivare l’uso dell’auto privata con conseguente beneficio pubblico a partire dal miglioramento della qualità dell’aria e dal decongestionamento del traffico (per leggere di più vedi FONTI).

Anche in Italia, realtà come Livigno e recentemente Genova (per funicolari e ascensori) hanno sperimentato la tariffa zero, mentre in Spagna i treni locali e a media percorrenza sono diventati strutturalmente gratuiti.
Arriva subito l’obiezione: io abito e lavoro lontano dalle linee del bus, vado e vengo anche a orari particolari, devo accompagnare mio figlio a fare sport, ecc. ecc. Tentiamo di approfondire?
Secondo i dati ISTAT del 2023 e secondo DATA Mobility
- la percorrenza media per veicolo in Italia è stata pari a 10.949 km annui
- il nostro parco automobilistico ha un utilizzo non proprio efficiente
- il tasso di occupazione medio è di 1,17 persone per auto, uno dei più bassi d’Europa; praticamente … viaggiamo da soli
- la percorrenza media è di poco più di 10 km al giorno per persona mentre per il 98% del tempo l’auto privata è destinata a rimanere parcheggiata ….
- questo genera un fenomeno noto come “flotte dormienti” (GO Mobility, vedi FONTI), che influenza a Siena (Comune) un parco auto circolante pari a 36.650 autovetture (Fonte ISTAT).
Ovviamente in quel 98% del tempo l’auto invecchia, si deteriora, perde valore.
Per rispondere allo spreco, tempo addietro, sono stati tentati alcuni esperimenti socio-economici come il car pooling (uso condiviso su percorso comune, per alzare quel misero 1,17 occupanti) ed il car sharing, ovvero la condivisione tra più persone della stessa auto, talvolta offerto come vero e proprio mini-noleggio, per tentare di abbassare quel 98% di fermo. Entrambe queste soluzioni, pur interessanti, specie se abbinate ad efficaci app informatiche, sono rimaste opzioni di nicchia, ma oggi esiste una novità decisiva che potrebbe far diventare la condivisione dell’automobile una vera soluzione ai problemi di mobilità locale
la guida autonoma.
Non parliamo di fantascienza, ma di tecnologia matura che promette di rivoluzionare la nostra vita quotidiana in pochi passaggi: richiedo l’auto tramite app, arriva sotto casa con guida autonoma, raggiungo la mia destinazione, lascio il mezzo che si colloca in stand-by in attesa di nuova chiamata oppure va a ricaricarsi (immaginando mezzi elettrici). I benefici sarebbero innumerevoli e (quasi) incredibili.

Partiamo dal risparmio. Pago un importo per il servizio, niente acquisto, bollo, assicurazione, carburante, manutenzione, piccolo capitale che si svaluta fermo nel parcheggio, ma sborso soltanto per quanto usufruito o, se conveniente, scelgo un abbonamento fisso. Il beneficio economico è enorme. Il risparmio è anche in termini di parco circolante in quanto si stima che circa 1/10 delle auto sarebbero sufficienti per coprire l’intero fabbisogno in caso di adozione massiccia del servizio SAV (veicoli autonomi condivisi) ed ottimizzazione algoritmica per ridurre i tempi morti e i veicoli fermi in parcheggio.

Un decimo delle auto, un decimo della superficie occupata. È un calcolo estremo ma riflettendoci un attimo, guardiamoci intorno, in centro storico, lungo le strade con parcheggi a lato, nelle periferie con parcheggi enormi, e togliamo 9 auto su 10. Nove su dieci. Adesso al posto di quelle auto mettiamoci alberi, giardini, siepi, percorsi pedonali e ciclabili. Il panorama cambia completamente, l’aria pure.
La seconda voce è senz’altro la sicurezza.
Il veicolo autonomo, grazie all’integrazione sistemi LiDAR, RADAR e videocamere, adeguatamente gestiti tramite applicazioni informatiche, abbatte l’errore umano (causa del 94% degli incidenti) riducendo gli incidenti con feriti dell’85% e quelli totali del 57%, 74% di pedoni investiti in meno, con un tasso di mortalità complessiva in costante calo (0,6 per milione di miglia). Distrazione (posate quel cellulare!), stanchezza, alta velocità, sono tutte condizioni che sottopongono a pericoli che al contrario sono largamente abbattuti grazie alla guida autonoma, beneficio che si amplifica in casi particolari: tornare da una festa “vivace”, rientrare a casa in orari attardati, ritrovarsi in condizioni di salute o età proibitive per la guida garantendo autonomia di movimento ad anziani, disabili e bambini, categorie spesso dipendenti da terzi per gli spostamenti.
I benefici non finiscono qui, ma si ampliano verso
- la qualità della vita,
- una ottimizzazione del valore immobiliare delle aree periferiche,
- una migliore fruizione del centro storico (bollini, ZTL ecc.!), un miglioramento estetico dei luoghi,
- una ottimizzazione dei tempi (non c’è più da cercare parcheggio!),
- la riqualificazione di spazi urbani restituiti ai cittadini,
- il miglioramento della qualità dell’aria, eccetera, eccetera.
Di nuovo fantascienza? Macché… il progetto europeo Horizon 2020/ SHOW (Shared automation Operating models for Worldwide adoption- Modelli operativi di automazione condivisa per l’adozione su scala globale) ha dispiegato oltre 70 veicoli autonomi in 20 città europee per testare flotte condivise integrate con il trasporto pubblico esistente, con l’obiettivo di dimostrare come i veicoli autonomi condivisi possano fungere da “ultimo miglio” per il trasporto pubblico. Molti di questi progetti sono passati dalla fase di test a servizi on-demand reali
- Ginevra con un circuito di 69 fermate
- Lussemburgo, nel giugno 2026 è stato lanciato un programma pilota per testare la mobilità autonoma condivisa in collaborazione con la piattaforma di ride-sharing Bolt al quale ha partecipato anche il gruppo STELLANTIS.
- Oslo, bellissimo progetto presentato come “Self-driving vehicles: the road to cheaper, sustainable urban transport in Europe” (Veicoli a guida autonoma: la strada verso un trasporto urbano più economico e sostenibile in Europa).
- Germania (Amburgo),
- Francia (Rouen Normandia)
- Stati Uniti e Cina dove le applicazioni sono su larga scala e non è il caso di mettersi a fare elenchi
- in Italia, 60 centri (quasi esclusivamente in Piemonte e Lombardia) sono pronti ad avviare una sperimentazione.
Facciamo un calcolo. Considerando gli autoveicoli senesi (36650) ed il percorso medio annuo (10.949 km), con rendimento di 7 km/kwh, decidendo di alimentarli con fotovoltaico (1350 kwh/kwp di produzione, 7 mq/kwp) sarebbero necessari circa 300.000 mq di impianti fotovoltaici per coprire integralmente la mobilità privata automobilistica nel comune di Siena.
Ebbene, in un’interessantissima pubblicazione del 2018 sul Journal of Cleaner Production a firma di alcuni ricercatori della nostra Università sono stati identificati, a ridosso della città, oltre 29 ettari di coperture piane su cui valutare l’installazione di fotovoltaico. Questo significa che abbiamo, solo di TETTI PIANI già presenti, una disponibilità potenziale che renderebbe la mobilità privata nella città di Siena a zero emissioni di CO 2 ed indipendente dalle fonti fossili.

Il passaggio non è facile, si capisce, intraprendere questo modello richiede visione politica e coraggio amministrativo. Significa investire oggi per risparmiare domani, significa scegliere la salute pubblica e la bellezza del paesaggio urbano rispetto alla comodità superata dell’auto di proprietà parcheggiata sotto casa…
Eppure, dopo la scelta epocale della chiusura del centro storico del 1965, decisione allora assai discussa e lungamente contestata, ci sembrerebbe il momento di compiere un altro passo rivoluzionario che ci permetta di preservare la nostra città aumentandone la vivibilità.
Ci sembrerebbe…
FONTI
Trasporto pubblico gratuito – esempi europei ed italiani
https://www.wired.it/article/mezzi-pubblici-gratis-montpellier-francia-europa-tallinn/
Mezzi pubblici gratis: la mobilità sostenibile passa anche dal prezzo del biglietto?
Mezzi pubblici gratis: la mobilità sostenibile passa anche dal prezzo del biglietto?
https://www.iststor.it/le-citta-italiane-dove-i-trasporti-pubblici-sono-gratuiti-esistono-davvero/
dati auto
Le percorrenze dei veicoli stradali circolanti – Anno 2023
Le percorrenze dei veicoli stradali circolanti – Anno 2023
https://datamobility.it/magazine/perche-continuiamo-a-comprare-cosi-tante-auto/
flotte dormienti
https://www.linkedin.com/posts/go-mobility-s-r-l-_weekly-data-flotte-dormienti-activity-
7425110876740980736-BeCK?
ISTAT dati vari
https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories
Studi su car pooling a guida autonoma
ITF-OECD (International Transport Forum) https://www.itf-oecd.org/sites/default/files/docs/15cpb_self-drivingcars.pdf
Required Autonomous Vehicle Fleet Sizes to Serve Different Levels of Demand (ETH Zurigo)
https://doi.org/https://doi.org/10.3929/ethz-b-000104743
Shared Autonomous Vehicles Effect on Vehicle-Km Traveled and Average Trip Duration
(studio su Lisbona, Berlino ed Austin) https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1155/2018/8969353
Scenarios for Autonomous Vehicles – Opportunities and Risks for Transport Companies
https://www.vdv.de/position-autonom-mmm-praesidium-vdv-eng.pdfx
Sicurezza stradale con veicoli a guida autonoma
https://voxbooster.com/blog/autonomous-vehicle-safety-statistics-2026/
https://blog.vehiclelookup.org/self-driving-car-statistics/
https://worldmetrics.org/self-driving-car-accident-statistics/
Progetti operativi di mobilità condivisa a guida autonoma
https://cordis.europa.eu/project/id/875530/it
https://www.reuters.com/business/bolt-stellantis-ponyai-launch-autonomous-vehicle-test-
program-luxembourg-2026–06-08/
https://projects.research-and-innovation.ec.europa.eu/en/horizon-magazine/self-driving-
vehicles-road-cheaper-sustainable-urban-transport-europe
Auto a guida autonoma, 60 città italiane pronte ai test. La lista
Ho sperimentato a Tallinn il servizio taxi Bolt, super efficace e super economico. I bus per i residenti sono gratuiti. Sarebbe bello iniziare a sperimentare. Io abito a Sovicille, in una strada di campagna che non è servita da mezzi pubblici. Sarebbe una rivoluzione, potrei immaginare di invecchiare qui se fossi servita da un sistema di servizi pubblici.