No, non siamo rincitrulliti, lo sappiamo che la sensazione di calore è tutto fuorché visiva, ma noi ci siamo attrezzati e…
Ma un passo alla volta. Siamo andati a curiosare sul portale Copernicus che, per la stessa definizione dei suoi gestori è il programma europeo di osservazione della Terra coordinato e gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e altri partner strategici. Fornisce dati satellitari e terrestri gratuiti per monitorare l’ambiente, il territorio, il clima e la gestione delle emergenze ed abbiamo cercato informazioni circa le osservazioni climatiche. In particolare, sulle anomalie termiche sull’Italia, ovvero di quanto si stanno discostando le temperature medie da quelle stagionali.
Nella figura vediamo una immagine satellitare dell’Italia con indicate le anomalie termiche che, come possiamo ben vedere, sono tutte in positivo, con Siena nella zona compresa tra +3 e +4 °C. Insomma, rispetto allo scorso 29 luglio, quando abbiamo preso l’immagine, fa più caldo.

Come si comporta la temperatura, in condizioni normali, in una città? La scienza ha ben spiegato quel fenomeno che si chiama “isola di calore urbana”, ovvero la zona urbanizzata si presenta molto più calda della zona rurale o boschiva circostante. Da cosa deriva tutto ciò? Banalmente dall’elevata copertura pavimentata (asfalto, cemento oltre ovviamente ai tetti) in contrasto con erba, coltivazioni, boschi.
Mentre asfalto e cemento assorbono il calore, la vegetazione lo utilizza per i propri processi vitali. L’isola di calore è una brutta bestia, ben nota in letteratura. Per approfondimenti vi consigliamo (ad esempio) questo articolo
https://science.nasa.gov/kids/earth/what-is-an-urban-heat-island
sul sito della NASA.
Va da sé che l’effetto isola di calore è amplificato dalle anomalie termiche positive. Quando fa più caldo, dove fa più caldo, fa ancora più caldo (abbiamo sudato solo a scriverlo…).
Siamo a questo punto rimasti curiosi di capire quanto davvero fa caldo dentro un’isola di calore e, non potendo fare infinite misure con un termometro, ci siamo dotati di una diavoleria moderna: una termocamera a raggi infrarossi. Cos’è? Come l’occhio umano è sensibile alla radiazione visibile, questa apparecchiatura è sensibile all’infrarosso, ovvero, a tutti gli effetti, VEDE il caldo. Ed ecco cosa è venuto fuori dalla nostra passeggiata.
Uno dei primi approdi a Siena, il parcheggio “ex-campino”, sotto la Fortezza, che ci accoglie con un asfalto ad oltre 60 gradi, in evidente contrasto con le zone verdi, sui bordi, con una differenza di 30 gradi.

Oltre 50 gradi anche le lastre di Piazza Indipendenza,

così come Piazza del Campo che raggiunge temperature a terra impressionanti. Val la pena notare che i corpi “freddi” dell’immagine, quelli colorati in scuro, sono persone, con la loro temperatura sugli abiti di poco inferiore ai canonici 37°C.

Arriviamo infine in piazza del Mercato dove si confermano le temperature al suolo da uovo al tegamino; non fatevi ingannare dal fondo scala a 23 gradi, quella è la falsa temperatura di un pezzo del cielo.

Indovinate un po’ dov’è che va un po’ meglio? Anche qui il nostro giocattolino ci ha fornito informazioni interessanti.
Ecco i bastioni di Fortezza, dove sotto il suolo va dai poco più di 30 gradi sotto gli alberi fino ai 50 nelle zone esposte al sole e il vialetto lungo piazza la Lizza, completamente ombreggiato ed evidentemente più fresco.

In sintesi, la città non è il luogo ideale per trascorrere l’estate, ma se proprio dovete, state in zone ricche di vegetazione.
Ed infine un ultimo suggerimento: nell’ultima immagine, che non riveliamo, ma che i senesi conoscono bene, c’è qualcosa di molto interessante e fresco POCO SOPRA i 20 gradi. Un sogno. Come potremmo approfittare di tutte queste informazioni?

* * * * *
Di questo parlerà, a noi e a voi piacendo, la prossima puntata.
(segue)
Sarebbe cone dire: ho scoperto l’aria calda!!!!!
In verità ci sembrava che potesse essere interessante MISURARE la calura e non semplicemente “scoprire l’aria calda”, ma prendiamo atto che non manca chi sembra sminuire e sottovalutare.
Magari ne riparleremo dopo le prossime puntate di “progetto”.
Grazie comunque per il commento.
La Redazione
Constato che sempre più persone si stanno accorgendo del cambiamento climatico in atto, a Siena Enzo Tiezzi se ne era accorto prima del 1984. Questo aumento delle temperature, ormai registrato dall’inizio dell’era industriale, in questi ultimi decenni ha avuto una impennata esponenziale e nel futuro dobbiamo aspettarci estati ancora più calde, inverni miti, ed eventi climatici estremi (vedi https://ipccitalia.cmcc.it/).
Siamo ormai dentro una progressione di eventi che possiamo solo rallentare riducendo i nostri impatti sulla produzione di gas serra, in particolare la CO2. Questo vuol dire bruciare meno combustibili fossili (petrolio, gas, carbone) e aumentare l’assorbimento di CO2 (aumento superfici boscate, ecc.).
Segnalo che la provincia di Siena è “Carbon neutrality” cioè le ns emissioni di gas serra sono compensate dall’assorbimento di CO2 delle aree boscate, e consiglio di vedere il sito dell’Allenza Carbon Neutrality di Siena https://www.carbonneutralsiena.it/it/ . In questo sito trovate la produzione di gas serra della ns provincia calcolato in base ai vari settori (agricoltura, industria, trasporti, abitazioni, ecc.).
La mitigazione delle ondate di calore, la protezione dalle alluvioni sono iniziative che non risolvono le cause del problema ma proteggono dalle conseguenze sulla ns vita e saranno sempre più indispensabili.
Quando le persone passeranno dalla preoccupazione a cosa posso fare io per migliorare la vita per me, i miei figli, i miei nipoti, ecc. avremo fatto un salto sulla consapevolezza del problema.
La politica attuale non ha grandi idee sul futuro, vive alla giornata, e se non ci sarà una presa di coscienza da basso delle persone non credo ci saranno iniziative sul clima e le situazioni critiche aumenteranno.
Grazie perchè le evidenze ci aiutano a far vedere quanto siano vuote le retoriche del “non esiste il cambiamento climatico”. Succede qui, nella nostra Siena. Possibile non si riesca a progettare la città per rispondere a questo futuro imminente?
Domanda più che legittima e molto centrata.
Si, si può progettare e realizzare, ma servono (almeno) 3 cose:
1. Conoscenze e competenze tecnico scientifiche
2. Finanziamenti
3. Volontà politica
Si potrebbe iniziare provando a sfruculiare la 1 e forse qualche idea sulla 2, ma sulla 3 c’è bisogno dell’aiuto di tutti.
Acquisire consapevolezza, chiedere all’amministrazione, spingere affinché questa sensibilità e volontà sia nei programmi elettorali della maggior parte dei candidati.
Scusami, la mia era solo ironia. Mi aembra invece che tu abbia fornito degli ottimi spunti di riflessione.