Sembra il titolo di un film horror, ma in realtà si tratta di quella che il corpo docente degli istituti tecnici italiani ha visto scorrere come inaccettabile realtà.
Il caso è nazionale, ma gli istituti tecnici del territorio senese sono fortemente coinvolti.
Ieri mattina giovedì 6 maggio, un folto gruppo di docenti si è concentrato in piazza del Duomo per manifestare la propria contrarietà e una delegazione è stata ricevuta dalla prefettura.

Ma veniamo al concreto.
I docenti senesi sono amareggiati per il fatto che la riforma cambia l’offerta formativa degli istituti tecnici arrivando addirittura a cancellare dei corsi, quando le iscrizioni delle ragazze e ragazzi che si apprestano a sostenere l’esame di terza media sono chiuse da un pezzo. In pratica, le famiglie che hanno iscritto un figlio o una figlia ad un corso tecnico verranno informate che il tempo scuola, le discipline, il quadro orario eccetera non saranno quelle che hanno scelto e non mancherà chi si sentirà dire perfino che “il suo corso è stato cancellato”.

Ma oltre alla tempistica davvero inaccettabile, il corpo docenti lamenta un deperimento della formazione di base, nella quale i giovani appaiono sempre più carenti, a favore delle materie “professionalizzanti”, spostando sempre più l’attenzione verso l’addestramento degli operatori a favore del sistema produttivo a discapito dell’educazione di nuovi cittadini e cittadine. In sintesi, il processo di “privatizzazione” della scuola fa, con questa riforma, un altro passo in avanti.

Ci sembra fondamentale che tutti prendano coscienza di quanto sta accadendo al sistema educativo nazionale, vero motore di sviluppo non solo industriale e produttivo, ma ancor prima sociale ed umano. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza e gratitudine al personale docente che ha sollevato il problema e si è posto a difesa della scuola.
Per non addentrarci in questioni specifiche, rimandiamo al documento — qui sotto riportato — approvato dal Collegio dei Docenti dell’IIS Bandini di Siena, che sembra analizzare con chiarezza e dettaglio molteplici criticità.
Al Dirigente dell’Istituto Sallustio Bandini di Siena Alfredo Stefanelli Siena 13 aprile 2026
Oggetto: Analisi delle Criticità della Riforma Istituti Tecnici
Il presente documento analizza i punti di rottura della riforma, associando le contestazioni ai riferimenti normativi del D.L. 45/2025 (conv. in L. 79/2025) e del D.M. 29 del 19 febbraio 2026.
1. Riduzione del Tempo Scuola e “Area Generale”
Criticità: Si contesta lo svuotamento della preparazione culturale di base a favore di una visione utilitaristica. Riferimento Normativo: D.M. 29/2026, Allegati A e B.
Dettaglio: Il decreto definisce i nuovi quadri orari che vedono una contrazione delle ore in materie come Lingua e Letteratura Italiana (riduzione di 33 ore nell’ultimo anno), Geografia, Storia dell’Arte e Seconda Lingua Comunitaria. Tale riduzione è funzionale a recuperare ore per la “quota di
flessibilità”.
Impatto: Indebolimento delle competenze linguistiche e storiche, essenziali per il pensiero critico.
2. Accorpamento delle Discipline STEM
Criticità: La fusione delle scienze sperimentali pregiudica il rigore metodologico dei singoli ambiti scientifici. Riferimento Normativo: D.M. 29/2026 (Assetto ordinamentale del primo biennio).
Dettaglio: L’introduzione della disciplina unitaria “Scienze Sperimentali”; in sostituzione dei singoli insegnamenti di Fisica, Chimica, Biologia e Scienze della Terra.
Impatto: Rischio di una trattazione superficiale dei nuclei fondanti delle singole materie proprio nella fase di acquisizione dei linguaggi specifici.
3. Frammentazione Curricolare e Autonomia Eccessiva
Criticità: La delega alle scuole di una quota massiccia di ore mette a rischio l'uniformità del titolo di studio nazionale.
Riferimento Normativo: L. 79/2025, Art. 1 (Quota di flessibilità e autonomia).
Dettaglio: La riforma prevede che le scuole possano gestire autonomamente fino al 20% dell’orario nel primo biennio e quote crescenti nel triennio (fino a 7 ore settimanali in quinta), prelevando ore dalle materie di base e caratterizzanti (circa 561 ore complessive nel quinquennio).
Impatto: Differenziazione eccessiva dei diplomi tra territori e indebolimento del valore legale del titolo di studio.
4. Specializzazione Precoce e Soppressione del Biennio Comune
Criticità: L’obbligo di scelta immediata a 14 anni elimina la funzione orientativa della scuola.
Riferimento Normativo: L. 79/2025 (Revisione dell’assetto dei percorsi).
Dettaglio: La norma impone un vincolo alla scelta dell’indirizzo di studio fin dal primo anno, eliminando di fatto la trasversalità formativa che caratterizzava il biennio tecnico, data anche la difformità delle materie insegnate (es. Disegno, nei vari indirizzi del Tecnologico).
Impatto: Aumento della dispersione scolastica e impossibilità per gli studenti di correggere la propria scelta dopo il primo approccio alle materie tecniche.
5. Subordinazione al Mercato e “Docenti Esperti” Esterni
Criticità: La scuola rischia di trasformarsi in un centro di addestramento aziendale, minando la libertà di insegnamento.Riferimento Normativo: L. 79/2025, Art. 2 (Contratti di prestazione d’opera per esperti esterni/madrelingua).
Dettaglio: La legge consente alle scuole di stipulare contratti con esperti provenienti dal mondo delle imprese per coprire ore di insegnamento curricolare non reperibili tra il personale interno.
Impatto: Precarizzazione della funzione docente e possibile disomogeneità pedagogica tra docenti di ruolo ed esperti aziendali privi di formazione didattica.
6. Sostenibilità Organica e Posti di Lavoro
Criticità: La riforma è definita “a costo zero”, il che si traduce in tagli al personale.
Riferimento Normativo: L. 79/2025, Clausola di invarianza finanziaria.
Dettaglio: Il testo specifica che dall’attuazione della riforma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Impatto: Generazione di soprannumerari (perdenti posto) su vasta scala per le classi di concorso colpite dai tagli orari (Area A), senza alcuna misura di salvaguardia per la continuità didattica.
7. Tempistiche e Trasparenza verso l’Utenza
Criticità: Violazione del patto di fiducia con le famiglie e caos amministrativo.
Riferimento Normativo: Iter cronologico di approvazione (Iscrizioni Gennaio 2026 vs D.M. Febbraio 2026). Dettaglio: La pubblicazione dei quadri orari definitivi è avvenuta a iscrizioni già chiuse, impedendo alle famiglie una scelta consapevole basata sui reali piani di studio.
Impatto: Impossibilità di pianificare correttamente gli organici e la mobilità dei docenti, avvenuta in un clima di incertezza normativa assoluta.
In Conclusione, il Collegio dei Docenti dell’Ist. S. Bandini chiede che:
• la riforma venga rinviata;
• venga avviato un vero confronto con le scuole;
• vengano fornite delle garanzie per la salvaguardia delle discipline penalizzate;
• non si comprometta la formazione culturale generale, ma che altresì si tuteli il valore culturale dell’istruzione tecnica, evitando la subordinazione della pedagogia alle sole logiche di mercato.
A tale scopo ritiene necessario che tutte le OO.SS. proclamino al più presto lo stato di agitazione dell’intera categoria e avviino contemporaneamente una capillare campagna di assemblee in tutte le scuole. Reputa inoltre necessario che le scuole forniscano adeguate informazioni sul riordino ai genitori degli studenti iscritti alla classe prima degli istituti tecnici per l’a.s. 2026/2027. Riteniamo infine che qualsiasi decisione in riferimento al riordino che gli OO.CC. saranno chiamati a prendere, non possa che essere prioritariamente finalizzata alla salvaguardia dei posti di lavoro, dei perdenti posto e della scuola così come prevista nella Costituzione.
Siena, 13 Aprile 2026
Guardo con soddisfazione questa ripresa di un movimento degli operatori della scuola dopo anni di continua disattenzione alla crescita della personalità degli studenti
Vogliono un popolo di sudditi acritici. È inammissibile. Ottima l’iniziativa di docenti e studenti. Facciamo rumore su queste modifiche inaccettabili nella forma e nella sostanza.
Cosa aspettarsi da un ministro dell’Istruzione che è convinto che Piersanti Mattarella fu ucciso dalle brigate rosse? L’obiettivo di questo governo è allevare delle capre, che non siano in grado di rendersi conto del suo (del governo) infimo livello morale e culturale, oltre che politico.
Un lettore ci ha mandato un commento interessante e provocatorio e anche drastico, che sarebbe in grado di sollecitare un dibattito. Lo riportiamo qui di seguito e attendiamo commenti.
La Redazione
“La aziendalizzazione della scuola è iniziata con L.Berlinguer (😱) e la Moratti. Poi sempre peggio.
Non credo, purtroppo, che sia un processo reversibile: il capitalismo trionfa ovunque e le imprese di cittadini colti, critici e consapevoli non sanno cosa farsene. Inutile svegliarsi quando i buoi sono fuggiti da tempo e i segnali non sono stati recepiti nel momento in cui molti docenti e intellettuali lanciavano gli allarmi. Nell’era dell’uomo oeconomicus il cittadino è solo produttore e consumatore. Tertium non datur”
Non posso che concordare con l’opinione, severa ma ben fondata, del lettore. L’aziendalizzazione scolastica sta andando avanti da alcuni decenni, bipartisan, in risposta probabilmente ai desiderata “del mercato” ovvero verso la preparazione di lavoratori pronti esclusivamente alla mansione specifica al contempo compratori influenzabili con meccanismi elementari di marketing.
Insomma, cittadini adatti al produci-consuma-crepa in squisitissimo stile capitalistico.
Liberàti dunque degli orpelli logici, umanistici e di base in generale, gli studenti si muovono verso le strutture scolastiche guidati dal cosiddetto “principio di Pinocchio”: promozione a basso costo (in termini di studio, s’intende). Come si è adattata la “scuola-azienda” a questo nuovo criterio? Ovviamente abbassando le pretese, un po’ per evitare genitori sempre più — ingiustificatamente — invadenti, un po’ dietro le pressioni di molti neo-manager aziendali (gli ex-presidi) i cui compensi sono calibrati in funzione del numero degli iscritti. Un’apparente concordanza di interessi che si concretizza invece in un abbraccio fatale dal quale le giovani generazioni ne escono prive di competenze reali ma soprattutto di capacità critica e di ragionamento.
E la riforma (giustamente) attaccata in questi giorni dagli insegnanti va esattamente nella direzione suddetta.
Grazie, Francesco, per queste ulteriori, precise specificazioni.
La Redazione