Hanno cominciato in televisione, maratone e commenti, commenti e maratone. Siccome il risultato è piuttosto chiaro e ha vinto sicuramente il NO, il giornalismo di rango, televisivo e non televisivo, si sta impegnando nella discussione su chi, tra i vincitori, abbia vinto di più, se abbia vinto la segretaria o il presidente, l’onorevole o il magistrato.
Per noi, perdonateci, ha vinto soprattutto la società civile, ha vinto Libera, hanno vinto i Comitati del NO, hanno vinto le associazioni, quelle grandi e quelle piccole, l’Acli, l’Anpi, l’Arci, i sindacati, ha vinto un tessuto sociale ancora forte, ha vinto il passaparola, hanno vinto perfino i commenti sui social, quelli che argomentavano e si contrapponevano agli insulti, hanno vinto le famiglie che hanno ricominciato a discutere, hanno vinto le assemblee nelle Filarmoniche, nelle Case del popolo, nei corridoi dell’Università, hanno vinto i ragazzi fuori sede cui è stato impedito di votare e che hanno ripreso il loro diritto diventando rappresentanti di lista, hanno vinto, insomma, i cittadini.


Un ringraziamento a parte lo dobbiamo a quegli avvocati senesi
che non hanno accettato di far passare l’idea che tutti gli avvocati italiani fossero schierati per il SI come un’unica corporazione e che si sono prodigati nel Comitato del NO per spiegare con pazienza gli aspetti tecnici della vicenda, nelle assemblee, nelle scuole, nelle televisioni per argomentare le ragioni del loro dissenso verso la riforma.
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Però a guardare bene, un grato ringraziamento per aver contribuito alla vittoria del NO — oltre naturalmente a Nordio, Taiani, Salvini, Meloni … che hanno fatto affermazioni di tale angosciante incoerenza e incongruità (a dir poco) da far capire quali fossero le effettive intenzioni della riforma — lo dobbiamo anche ai nostri locali, specie avvocati, che non sono riusciti a nascondere il desiderio di punire questo o quel magistrato per qualche loro vera o presunta mancanza o inefficienza demolendo tutto l’impianto costituzionale, come se si potesse distruggere ogni istituzione che ospita incapaci e malviventi, invece di colpire i responsabili (Palamara espulso dalla magistratura dal CSM avrebbe dovuto insegnare qualcosa).
Ma il ringraziamento maggiore lo dobbiamo alla maggioranza parlamentare che ha approvato la riforma senza consentire alcuna discussione nelle due Camere, perché, in tal modo, ha trasferito direttamente al popolo italiano, cioè ai cittadini che rischiavano di dimenticare la splendida armonia della Costituzione repubblicana ( e soprattutto ai giovani), il compito di condurre nel paese un dibattito serrato, una discussione incalzante e, in definitiva, una partecipazione appassionata su questioni vitali per la democrazia e per i diritti che non ammettono deroghe al principio universale della divisione dei Poteri.
Mi riconosco perfettamente in questo commento. D’altra parte una maggioranza di Governo che non è maggioranza nel paese poteva aspettarselo che prima o poi gli italiani si sarebbero svegliati dal torpore e avrebbero punito l’arroganza di chi si è dimenticato i più elementari principi della democrazia. Non si cambia la Costituzione a colpi di maggioranza e senza dibattito.
Gli Italiani hanno dimostrato che si fidano più dei giudici che dei politici .
Una vittoria del NO che ha il sapore di una boccata d’aria pura e che genera una bella sensazione di fiducia per le lotte democratiche, sociali e civili che ci saranno ancora da affrontare, con l’obiettivo ultimo di migliorare la qualità delle nostre comunità partecipandovi attivamente, fuggendo a gambe levate dalla rassegnazione e dall’individualismo