In questi giorni un’Associazione della società civile, una delle tante che arricchiscono il tessuto organizzato del Terzo settore

pubblica, in vista del nuovo anno, alcune notazioni che richiamano il metodo di lavoro che Idee in Comune ha scelto da anni e che si basa sulla partecipazione democratica, unica e grande speranza di rinascita.
Senza indicare il nome dell’organizzazione, che agisce a livello nazionale, e solo per mettere in evidenza alcuni contenuti, riprendiamo qualche brano testuale
… la rassegnazione può diventare, di fronte all’accelerazione dei problemi epocali che travolgono intere popolazioni e l’ecosistema nel suo complesso, lo spirito caratteristico del nostro tempo perché questi problemi epocali sembrano, prima ancora che irrisolvibili, totalmente incomprensibili con gli strumenti della democrazia...”
Naturalmente sarebbe velleitario pensare che l’associazionismo e il volontariato
possano sprigionare tanta forza da invertire un corso di crisi così grande come quello che stiamo attraversando … Eppure, proprio perché non si tratta di una specifica battaglia da vincere, meno che mai di un potere da conquistare, non ci possiamo rassegnare e dobbiamo al contrario introdurre la forte speranza in un metodo che parta dalle persone per raggiungere e cambiare il cuore della Politica cercando di arginare le conseguenze della paralisi delle democrazie liberali e dei pericoli per l’affermazione e il consolidamento dei diritti.
Si tratta dunque di sollevarsi dalla frustrazione per la lentezza dei processi democratici e dall’esasperazione per la loro apparente inadeguatezza
che spinge tante persone vittime della disinformazione nella scorciatoia della demagogia e dell’estremismo verso il circolo vizioso della paura e della rabbia, contrapponendo al contrario idee e proposte capaci di alimentare le speranza in forme di partecipazione democratica efficaci e innovative.
Rigenerare la democrazia è possibile con il coraggio civile e la partecipazione. E qui contano le persone. Ci sono sembrate belle le parole della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi che rompe l’immagine della politica aggressiva e prepotente
“questa società così frenetica ci spinge ad avere vite sempre più ‘funzionanti’, a dimostrare di essere infallibili, a non crollare mai”… (invece) … “sento sulla mia pelle la solitudine, le enormi responsabilità quotidiane, la paura di sbagliare, di non essere all’altezza e persino l’odio riversato su di me, che in tutto questo tempo ho provato a lasciar scivolare via ma che si è inscritto nel corpo e nel cuore”…” il mio augurio … è che ciascuno … possa ritrovare tenerezza … non come debolezza, ma come cura gentile …
… del singolo e della comunità.
E ci appare importante il commento di un cittadino, che vorremmo fare nostro come impegno di pace
“Tra tanto urlare, sbraitare, aggredire è bello sentire parole semplici, umane, ma, proprio per questo, nel coraggio dimostrato nel riconoscere le proprie fragilità, di una grande forza e sostegno”.