Immaginiamo che, all’esito delle elezioni genovesi e ravennati, che hanno visto vittorie al primo turno, sia venuta la curiosità di sapere chi sono i nuovi sindaci proposti da larghe coalizioni progressiste: andando a vedere si nota che molti organi di informazione, specie on line, sono quasi restii a raccontarci a quali forze politiche appartengano i candidati; insomma non evidenziano subito la notizia dell’appartenenza. Poi con qualche ricerca, si trova che
Alessandro Barattoni — RAVENNA-
una vita nel PD e COOP: Affluenza al 49,5% in tragico calo, meno 5.000 dal 2021
Silvia Salis — GENOVA-
SOCIETA’ CIVILE- Affluenza in forte recupero dal 44,17 al 51,92, quasi otto punti percentuali.
Le formule di coalizione sono identiche ma, sul piano dell’astensione, i risultati sono opposti. Ora, a parte ogni altra considerazione sulla disaffezione verso i partiti, che vediamo da decenni, che altro ancora volete per capire che, dove il voto è scontato e riguarda uomini di partito, gli elettori non si muovono volentieri e avviene il contrario coi candidati della società civile e in presenza del rischio di regalare il comune a Salvini, Taiani e Meloni?
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In verità qualcuno mostra — ovvìaaa! — di averlo capito. Lo abbiamo rilevato (non senza qualche gradito stupore) quando il Pd senese, Unione comunale, ora affidata alle cure di Rossana Salluce e alla sua squadra di persone relativamente nuove, ha invitato a Siena per un incontro pubblico, lo scorso 17 maggio, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, psicoterapeuta senza partito che ha strappato la sua città alla destra dopo dieci anni con una formula di coalizione poi ripresa a Genova.

Vittoria ha parlato a lungo raccontando la sua esperienza e sollecitata da domande non banali, presentate da giovani. E le risposte non sono state banali, meno che mai rituali, ancor meno propagandistiche.
E mentre la sindaca parlava, si vedeva Rossana Salluce partecipare con espressioni facciali e mimiche palesemente entusiaste anche quando si svolgevano considerazioni per niente lusinghiere verso il suo partito.
Abbiamo preso appunti e questo è il NUMERO ZERO; cercheremo di riportare a puntate i vari temi affrontati, le considerazioni politiche, i metodi di governo, l’impegno per la partecipazione reale, convinti che possano servire, e molto, anche alla nostra realtà.
Che sia finalmente la svolta che ci aspettiamo da anni ? 🙏
Certo, ci vuole una certa faccia tosta per scrivere questi articoli quando sono anni che si mina ogni tentativo di allargamento dell’area progressista, soprattutto boicottando i nomi esterni. Il tutto perché non si viene coinvolti in prima persona.
Questi tentativi poi di affrancarsi la nuova segretaria del PD in cambio del solito posticino sono decisamente penosi.
Gentile signor Meo, anche se il suo commento è chiaro nel senso, resterebbero dei punti oscuri. Infatti sembra di capire che lei si riferisca a qualche specifica persona, senza mentovarla. Se intende riferirsi a me, Luciano Peccianti, coordinatore pro tempore della Comunità monitorante che gestisce questo Blog, credo che sia utile farle presente che ho ottantacinque anni compiuti, che non ho mai cercato posti, che non cerco “posti” da sempre, che fu il PCI a cercare me nel 1972, che ho sempre detto quello che pensavo da uomo libero e che sono uscito dal PCI nel 1991, sbattendo la porta.
Altre persone che cercano posti tra gli aderenti alla Comunità monitorante non ne conosco. Se ha dei nomi, la pregherei di fornirceli.
Chi siano coloro che hanno minato e minano l’allargamento dell’area progressista credo di saperlo e di avere contribuito a scriverlo in chiaro più volte: in primis metterei Ceccuzzi e il suo gruppo, poi Enrico Letta, che, il primo nel 2018 e tutti e due nel 2023 hanno consegnato la città alla destra con varie e articolate complicità (se lei ne sia stato partecipe, non oso pensarlo).
Quanto al nostro articolo, si vede che lei l’ha letto malamente: infatti noi non nascondiamo un certo stupore nel vedere che l’attuale gestione del PD apprezza, alla buon’ora, chi ha vinto, come a Perugia, criticando fortemente il PD medesimo.
Infine, se vuole metterci la faccia, la invito volentieri ad un confronto pubblico su questi temi da svolgere nel luogo e nei tempi da lei preferiti. Cordialmente.
Luciano Peccianti