Lo scorso 5 ottobre abbiamo riportato pari pari su questo Blog, a mo’ di informazione monitorante, un articolo del Fatto quotidiano sugli sviluppi dei lavori della seconda Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, articolo che, alla fine, rileva come l’inchiesta su un omicidio si sia trasformata in un’inchiesta di mafia.
Parlandone si voleva anche lanciare una piccola provocazione ai (pochi) SOLONI nostrani che sostengono la tesi del suicidio e che d’ora in avanti potremmo chiamare suicide theorists, per vedere se, per avventura, le loro convinzioni avessero cominciato a vacillare. In particolare abbiamo tentato di richiamare l’attenzione di Raffaele Ascheri che, diventato blogger ormai (molto) istituzionale, non si era limitato in passato a sostenere la tesi del suicidio, ma aveva pubblicato sull’argomento, già nel 2021 (Edizioni Cantagalli), un libro che ama definire “fondato per tabulas” , vale a dire — addirittura — su documenti precisi e non sulle solite chiacchiere da popolino ignorante e pure coglione.

Anzi, come si può vedere, il libro (19 euro in libreria, 14 in e‑commerce), è pubblicizzato con un’affermazione piuttosto impegnativa: “l’autore, pagina dopo pagina, documenta senza ombra di dubbio che si tratta di un suicidio”. E chiuso il discorso.
Effettivamente dal 2021 Raffaele Ascheri è tornato molte volte sull’argomento richiamando l’attenzione sul libro: noi abbiamo trovato, come uscite pubbliche, ma ce ne saranno state ben altre, un’intervista del 7 luglio 2021, un’altra del 7 novembre 2022, poi il 14 marzo 2025 e, alla fine, una del 4 febbraio 2026 pensata proprio per confutare l’orientamento della citata seconda Commissione che, orrore, stava approdando, sulla base di molti riscontri, all’ipotesi convinta che si fosse trattato di omicidio .
E, poi, anche a voler prescindere dagli “eventi pubblici”, il sedicente Eretico, da un decennio ormai parte integrante (e sostanziale) del nuovo Potere Costituito senese, da gennaio di quest’anno, ogni settimana, di qualsiasi cosa si occupi, mette in tutti gli articoli del suo Blog personale quella che definisce spietatamente la “bufala Rossi” considerata “la più grande del XXI secolo”.
Ora molti si chiedono a cosa si debba questa attenzione seriale e maniacale: domanda forse superflua. Per Ascheri la contrapposizione con la Commissione è, dal punto di vista della promozione del libro, una manna caduta dal cielo.
Accanto a chi, come Ascheri, ne straparla, c’è chi non vuole proprio parlarne.
E’ il caso di Giuseppe Mussari, raggiunto da un inviato de LA STAMPA giorni fa nel bel mezzo di una passeggiata (presumibilmente) calabrese

Scrive l’autorevole LA STAMPA (fondata nel 1867) che Mussari, dopo avere risposto
“No, guardi, io non parlo”
avrebbe addirittura “perso la calma”

La frase, in effetti, riecheggierebbe il comportamento che ogni avvocato raccomanda al suo cliente, ma non può essere questo il caso dal momento che, per prima cosa, Mussari è avvocato in attività e non cliente e poi ha sottolineato in varie occasioni il grande dolore per la perdita dell’amico.
Infine c’è chi invita a non associare alla vicenda un noto personaggio senese

La lettera è lunga e circostanziata, è riportata dalla Gazzetta di Siena del 13 ottobre e si può leggere qui — https://share.google/DfJato49gBo1UCLnD -
Noi, tra le altre cose, siamo rimasti colpiti da un passaggio nel quale l’avvocato scrive testualmente

Finora, infatti, avevamo sempre pensato che l’altezza delle persone si dovesse misurare senza i tacchi delle scarpe che, al contrario, sono di norma indossate nella pubblica via. Per carità: non è cosa che scalfisce le articolate argomentazioni del legale, ma solo una piccola curiosità.